lunedì 31 marzo 2008

E io intanto boicotto le olimpiadi...

Hu Jintao accende la fiaccola olimpica e per non voler dar noia a nessuno lo fa in un posto scelto a caso, Piazza Tienanmen.
Il conto alla rovescia per le Olimpiadi di Pechino 2008 è ormai quasi terminato e i governi mondiali si interrogano sull'opportunità di un boicottaggio.
Dal momento che io mi limito a governare (e anche abbastanza male) camera mia, non ho inconvenienti di natura diplomatica e quindi il problema non me lo pongo, insomma è deciso, io boicotto le olimpiadi.
Come?
Semplice, non guardandole e non parlandone, voi fate un po quel cazzo che vi pare.
E speriamo che la famiglia di cinesi recentemente trasferitasi nel mio condominio non decida di occupare casa mia per ritorsione...



L'immagine è di Ivan Annibali.

mercoledì 19 marzo 2008

In Basso (ma tanto...)

L'unica cosa che non delude di questo fumetto è certamente il titolo, Down per l'appunto, visto che dagli autori ci si sarebbe potuto aspettare certamente di meglio.
Sia ben chiaro, la storia di per se non è brutta, il problema è che di poliziotti sotto copertura che alla fine passano dall'altra parte della barricata se ne sono visti anche troppi e sinceramente da Warren Ellis ci si aspetterebbe qualcosa di meglio, basti pensare (senza voler cambiar genere) a Fell.
Lo stesso si può dire per Tony Harris, qui lontano anni luce dai fasti di Starman o di Ex Machina, che nel primo capitolo della storia sembra abbastanza fuori forma dandoci in pasto personaggi dai tratti caricaturali e talvolta grotteschi.
Unica eccezione Cully Hamner, che con un tratto molto pulito ci conduce fino alla fine di una storia che per di più scorre fin troppo velocemente (per fortuna).
In poche parole, poteva andare meglio, ma molto meglio...

Down © 2005, 2006 Warren Ellis and Top Cow Producrions Inc. - Per l'Italia © 2008 Panini S.p.A.

Fotti il crimine! Spacca qualche culo!

Come mai nella vita vera non ci sono supereroi?
Come mai nessuno se ne va in giro ad aiutare il prossimo indossando un bel costumino di lattice?
Semplice, perché il mondo è pieno di idioti, ma a tutto c'è un limite...
Con il primo numero di Kick-Ass, Mark Milar e John Romita Jr. iniziano a raccontarci le avventure Dave Lizewsky, un quindicenne fan di Buffy, lettore accanito di fumetti che un bel giorno decide che il resto della sua vita lo trascorrerà facendo il super-eroe. Salvo scoprire che la cosa non è poi così semplice e che "il resto della sua vita" è un tempo che potrebbe essere tutt'altro che lungo.
Con una storia onesta e realistica resa ancor più piacevole da un John Romita Jr. in ottima forma, prende il via il nuovo progetto creator-owned di Mark Millar, nuovo tassello del suo Millarworld ormai definitivamente migrato (stando a quanto da lui stesso dichiarato) in casa Marvel, più precisamente sotto l'etichetta Icon.
Presentata originariamente come una miniserie di sei numeri e anticipata da una campagna pubblicitaria che ha visto addirittura la creazione di un blog del protagonista, Kick-Ass (stando alle intenzioni degli autori) diventerà probabilemte ua serie regolare, o quantomeno una maxiserie di durata indefinita.
Che dire, se va avanti come il primo numero, ci sarà davvero da divertirsi...

Kick-Ass © 2008 Mark Millar e John S. Romita

sabato 8 marzo 2008

Ferrara e le donne

È ormai da qualche mese che il buon Giulianone Nazionale si è impegnato anima e corpo (!) in una battaglia senza quartiere contro l'aborto, che definisce uno strumento maschio par imporre sulla donna una visione distorta e fallocentrica della sessualità, ribadendo ovviamente che la contraccezione non aiuta affatto ma che, anzi, acuisce il problema e che sì, la castità può essere una soluzione.
E in tutto questo non si stanca mai di sottolineare che quella che fa è una battaglia a favore delle donne, giacché lui è solidale con loro, empatico con loro, quasi a volersene addossare tutte le sofferenze.
Sorvolando sull'ovvio fatto che questa battaglia, se davvero necessita di essere combattuta, può essere senza problemi affrontata dalle donne, senza bisogno della solidarietà di chicchessia; viene da chiedersi da dove viene fuori tutta questa empatia.
E sorge dunque spontanea una domanda.
Si sarà mai posto qualcuno la briga di far notare al caro Giulianone che quel fardello che si porta appresso da anni è solo lardo e non il principio di una vita a venire?

giovedì 6 marzo 2008

Nextwave, ovvero guarire l'America a calci in culo

Tra supereroi depressi perché i nomi in codice originali sono già stati optati tutti, supereroine frustrate per le avance dei compagni di squadra e terroristi che in segreto indossano la biancheria della madre, Warren Ellis con Nextwave si diverte a prendere in giro sia il lettore che la tanto saccheggiata corrente di supereroi iperrealisti (di cui lui stesso è tra i fondatori) allestendo un improbabile gruppo di eroi con personaggi ripescati dalle retrovie (per non dire dagli scarti) dell'universo Marvel, riuscendo anche ad inserire le storie tra le pieghe della continuity della Casa delle Idee.
Il tutto affiancato da uno splendido Stuart Immonen che per l'occasione si lascia alle spalle il suo tratto più tipicamente supereroistico (e magari più anatomicamente accurato) a favore di uno stile più sintetico e sicuramente più adatto alla follia e alla vena parodistica che permea un po' tutta la serie.
Che dire, Warren Ellis beve dell'ottima vodka.
E i risultati si vedono eccome...



Nextwave © 2006, 2007 Marvel Characters, Inc. - Per l'Italia © 2008 Panini S.p.A.