martedì 17 novembre 2009

Le chiacchiere stanno a zero

Dopo un'attesa che sembrava essere interminabile, ho finalmente potuto vedere il tanto sospirato Punisher War Zone.
Mai arrivato al cinema (e non se ne capisce onestamente il perché) è stato presentato in Italia solo in DVD.
La prima mezz'ora di film è già sufficiente a far dimenticare le pellicole precedenti (nonostante il film del 2004 avesse il suo appeal) con Ray Stevenson che ci regala il miglior Frank Castle di sempre. Il suo punisher parla poco ed in effetti non ne ha bisogno, molto della sua interpretazione si basa sulla sua fisicità.
Anche il cast dei comprimari è ben scelto, con personaggi provenienti sia dalla tradizione che dalle storie più recenti. Il film poi è praticamente perfetto: violento, brutale, sopra le righe, a tratti disgustoso, come in un perverso incrocio tra le storie dei migliori Chuck Dixon e Garth Ennis.
In sostanza un film che non delude le aspettative, con una trama lineare, semplice e senza eccessive pretese, che alla fine si lascia perdonare il principale (e tutto sommato insignificante) svarione: il nome di Jigsaw che dal "Billy Russo" del fumetto diventa il "Billy Russotti" del film.
Alla fine poco importa se anche i doppiatori italiani ci mettono del proprio traducendo ala lettera "Jigsaw" in "Puzzle" dimenticando che in Italia il personaggio si chiama "Mosaico". I peccati veniali si perdonano facilmente, soprattutto quando, passati i 90 minuti del film, si ha la soddisfazione di sapere che, dopo tutto questo tempo, abbiamo finalmente il Punisher che ci meritavamo.
Forse non sarà un film per tutti, di certo non è un film per palati fini, ma di sicuro non lascia indifferenti.
A questo punto non resta che da sperare che, nella remota possibilità di un seguito, regista e attore principale vengano confermati.

venerdì 9 ottobre 2009

Premio Nobel per la Pace a Barack Obama

Il comitato di Oslo ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la pace 2009 a Barack Obama.
Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico italiano.
  • Silvio Berlusconi: "L'accademia del Nobel è composta da esponenti di sinistra che non rappresentano più la maggioranza del paese!"
  • Fabrizio Cicchitto: "È il tipico esempio di nomina ad orologeria"
  • Nicolò Ghedini: "Anche quest'anno è andata buca, ma con la giusta dose di cerone e di lampade dovremmo farcela da qui al 2010..."
  • Walter Veltroni: "L'Accademia di Oslo da finalemnte il giusto riconoscimento agli sforzi che il Partito Democratico compie costantemente per la coesistenza pacifica tra i popoli!" (Come al solito non ha capito un cazzo...)
  • Joseph Ratzinger: "Ma mi afefano detto che quest'anno lo tafano a me il Nobel ti Pace. Uffa, non forrano mica aspettare Papa Abbronzato?"


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giovedì 8 ottobre 2009

Ultime notizie dal Berluskonistan

Giusto per dimostrare che in quella landa di terra che risponde al nome di "Stato Libero del Berluskonistan" non ci si annoia mai, in questi giorni la stampa di mezzo mondo ci ha deliziato con una serie di notizie.
  • 29/9/2009 - Silvio Berlusconi compie settantatré anni (e dico 73). Sentendosi solo e abbandonato da tutti, cerca un po' di conforto da parte di una persona amica. La cataratta però gioca brutti scherzi e, sbagliando agendina, chiama UnoMattina.
  • 02/10/2009 - Seppur con un lieve ritardo, il quasi coetaneo Giorgio Napolitano, organizzata una colletta con una ventina di parlamentari del PD, gli porge un gradito omaggio: lo Scudo Fiscale. Purtroppo quello crociato non era disponibile.
  • 07/10/2009 - Quei dispettosi dei giudici della corte costituzionale (tutti comunisti, si sa), bocciano il Lodo Alfano. Insomma, se Giorgio da un colpo al cerchio, la Consulta da un colpo alla botte, solo che sbaglia la mira e colpisce il tappo, che venutolo a sapere se ne rammarica. In serata cerca di fare la solita telefonata consolatoria ma, complice la solita cataratta (comunista!), sbaglia di nuovo e chiama Vespa. Per non sprecare una telefonata tenta, invano, di sedurre un'esterrefatta Rosy Bindi.
Come sempre insomma, la vita nel Berluskonistan è frenetica ed imprevedibile. Politologi, economisti e scrittori di fantascienza si interrogano su quali possano essere gli scenari futuri da qui ai prossimi mesi. Ecco i più accreditati:
  • Stanco di un paese irrimediabilmente in mano alla sinistra disfattista Berlusconi emigra ad Hammamet. La popolazione in festa gli trancia la gamba sinistra in segno di accoglienza.
  • Stanco di un paese i cui confini gli stanno ormai stretti, Berlusconi invade la Svizzera comandando un'armata di comparse del film Barbarossa, così regola anche i conti con De Benedetti e prende due piccioni con una fava (non la sua ovviamente, quella ormai è andata...)
  • Stanco di un pianeta in cui presidenti abbronzati e giornalisti di sinistra la fanno da padrone, Berlusconi si trasferisce su Marte insieme ad uno stuolo di fedelissimi. Inorridito dal colore rosso del paesaggio circostante, se la prende con il solito Napolitano, reo di non averlo avvertito.
A tal proposito, presso i Monopoli di Stato, si sta studiando un'apposita lotteria per permettere ai cittadini di scommettere su quale evento si verificherà. Per promuovere la lotteria, che già si preannuncia come un sicuro successo, è stato indetto anche un concorso per trovare un nome appropriato. La fortunata vincitrice (!) avrà in premio una notte a Palazzo Grazioli.


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venerdì 25 settembre 2009

Precisazioni e ringraziamenti

Oggi Gianfranco Goria (o chi per lui) mi ha ringraziato dalle pagine di afNews.
Ahu, mica cazzi...
Saltando di palo in frasca, noto che la mia presenza su queste pagine è recentemente aumentata. Si vede in questi giorni non ho voglia di fare un cazzo...


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mercoledì 23 settembre 2009

Il Fatto? È Fatta!!!

Ebbene sì, alla fine è successo. Alla mezzanotte di oggi scarico il mio tanto atteso primo numero de "Il Fatto Quotidiano", visto che in Belgio (almeno per il momento non lo spediscono) mi è toccato abbonarmi all'edizione elettronica.
A mezzanotte per modo di dire, causa intasamento del server mi ci è voluta mezz'ora per riuscire a scaricare il file e per di più il giornale cartaceo sembra sia andato esaurito nell'arco di poche ore.
Che dire, speriamo bene, si sa che quando si tratta di seguire mode e tendenze il popolo (o dovrei forse dire gregge?) italiano non è secondo a nessuno e non c'è nulla di più gratificante che seguire uno sparuto gruppo di rivoluzionari. E poi si sa, il primo numero fa sempre figo...
Per il resto, non mi pento affatto del mio abbonamento. La prima pagina da sola vale ogni centesimo e il resto del giornale lascia ben sperare. Non rimane altro che stare a guardare cosa succederà da qui ad un paio di mesi.
Per il resto, tutto in Italia procede come al solito. Gianni Letta (insieme a buona parte della stampa italiana) fa finta di niente, il povero Luca Sofri si rode il fegato e la solita banda di buontemponi (giuro, non sto scherzando!) continua a proporre la candidatura di Silvio Belrlusconi al Nobel per la Pace (il link non lo pubblico per pudore...).
Ma per voi (ammesso che ci sia davvero qualcuno che legga queste cazzate) c'è ancora speranza.
Abbonatevi cazzo!!!! Non vorrete mica fare come certa gente?


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mercoledì 16 settembre 2009

Sono un grandissimo farabutto!!!


E per fortuna, non sono solo...

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Sconnessi appunti su quello che (non) sto facendo e sulle stranezze che mi capitano attorno

Dopo tre mesi esatti (e dico 3!), quasi quasi penso sia il caso di scrivere qualche minchiata, giusto per sottolineare il fatto di essere ancora vivo.
Non che in questi tre mesi abbia avuto 'sto gran da fare, semplicemente non avevo alcuna voglia di mettermi davanti allo schermo e pretendere che questo blog avesse una qualche ragion d'essere. Eh sì che ogni tanto qualche idea mi veniva (un paio sono ancora in cantiere...), solo che l'inedia ha avuto la meglio.
Che dire, il fancazzo sta avendo il sopravvento e io cerco (vanamente?) di non soccombere.
Cosa è successo quindi in questi ultimi tre mesi?

Sul fronte interno:
  • Ho abbandonato l'ordine dei chimici (evviva!!!!). Le logge massoniche e le sette di varia natura mi sono sempre risultate indigeste e a conti fatti non vedo per quale ragione dovessi ogni anno regalare ad un branco di inutili parassiti 150 euro del mio duramente (ahahahah!!!) guadagnato denaro. Che poi, diciamoci la verità., ci sono modi migliori di spendere 150 euro...
  • Pur se tra alti e bassi (fisici, morali e mentali) e circondato dall'incredulità generale, ho continuato indefesso a lavorare. Che vi credete che sto qua in vacanza?
  • Ho compiuto trent'anni (cazzo!).
  • Ho condotto, a più riprese, vari amici a spasso tra la Sicilia, il Belgio e l'Olanda. Sta a vedere che mi metto a fare la guida turistica...
  • Ho ripreso le lezioni di olandese, rendendomi conto che, passata l'estate, non ricordo una beneamata mazza!
Sul fronte esterno (e qui le cose si fanno davvero interessanti):
  • Notizia del secolo!!! Anzi, del secolo e mezzo. Berlusconi si sveglia e, contemplandosi allo specchio, si rende conto di essere il miglior primo ministro in centocinquant'anni di Storia Patria! Cazzo! Addirittura migliore di Benito Mussolini! Complimenti vivissimi. Peccato che la tanto anticipata fiction sull'Abruzzo non abbia riscosso il successo sperato. Si sa, a pari quantità di cazzate, le casalinghe italiane gli hanno preferito Gabriel Garko, più giovane e aitante.
  • Giusto per ricordare che l'Italia è soprattutto un paese con alle spalle una lunga (e sofferta) storia di emigrazione, il solito Berlusconi se ne va in Tunisia a sparare cazzate, dicendo che non vede l'ora di aiutare tutta quella gente che giunge sui nostri lidi a bordo di barconi malandati. Vaglielo a spiegare a quei poveracci mentre annegano che lo stronzo era stato frainteso...
  • Vittorio Feltri (operando per conto di ignoti) comincia a lanciare velati avvertimenti a personaggi a lui poco graditi. Gianfranco Fini non ci sta e lo querela, spalleggiato da una schiera di fedelissimi cui si aggiungono, all'ultimo momento, i soliti equilibristi. Io sarò forse ottimista, fatto sta che ho cominciato a mettere assieme le carte per l'iscrizione all'AIRE, non sia mai che capiti di tornare anzitempo alle urne.
Che dire, di roba interessante ne succede. Anche troppa. Io, nel dubbio, cerco di non addentrarmici più di tanto, onde evitare di perdere quel (fioco) barlume di sanità mentale rimastomi. Chissà, magari tra qualche mese documenterò la sua definitiva scomparsa....


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martedì 16 giugno 2009

A volte ritornano (purtroppo...)

Nel gennaio del 2008, Nick Barucci rintronò tutti quanti con un roboante annuncio: Jim Krueger e Alex Ross , riesumando una serie di personaggi della Golden Age ormai di pubblico dominio, avrebbero dato vita a Project Superpowers, un'ambiziosa parabola sul significato di eroismo e sul ruolo delle superpotenze nel mondo contemporaneo.
Bello, proprio bello. Sa un po' di minestra riscaldata (e un tantino annacquata...) ma è pur sempre bello. Talmente bello che per leggere i primi otto numeri, mi ci sono voluti quasi due anni...
Già all'inizio sorgevano spontanee due domande:
  • È davvero necessario riesumare questa massa di cariatidi pre-belliche?
  • C'è davvero bisogno dell'ennesima storia sul senso della parola "eroe"?
La risposta a entrambe le domande è ovviamente no, visto soprattutto il modo in cui tutta l'operazione è stata condotta.
Nonostante i segni premonitori di un'imminente sciagura ci fossero tutti, io sono masochista e ho voluto toccare con mano...
Come già detto, fin dall'inizio la cosa puzzava di "già visto". Alex Ross aveva già toccato l'argomento "eroi e superpotenze" con Kingdom Come, approfondendolo anni dopo nella splendida trilogia di Earth X.
Temendo purtroppo che non avessimo afferrato il concetto, decide di rinfrescarci la memoria con l'insipido Justice, regalandoci infine quest'orrendo pappone pre-digerito che prende il nome di Project Superpowers (d'ora in avanti "PS").
In parole povere, quanta acqua si può aggiungere alla stessa minestra prima che questa perda ogni parvenza di sapore? Come sanno tutti (eccezion fatta per i sostenitori dell'omeopatia) non molta e infatti in PS di storia ce n'è davvero poca e quella poca che si fatica a scovare viene pure narrata con una certa imperizia, in un susseguirsi di pagine didascaliche e dialoghi eccessivamente verbosi. Propinandoci l'ennesimo futuro distopico governato da una cabala occulta, cui si oppone il solito gruppo di eroi fuori dal tempo decisi a far risorgere il bene.
Evviva!
Già visto. Già letto.
Come se non bastasse, già a metà della serie era palesemente ovvio che quei maledetti otto numeri non avrebbero neanche narrato una storia compiuta, dovendo invece fare da prologo ad una serie infinita di seguiti. Il tutto nel tentativo di creare a tavolino, un intero universo supereroistico sotto la supervisione di un Alex Ross che non si capisce bene quale ruolo dovrebbe avere.
Districandomi tra le pagine di questa storia, due sospetti mi hanno sfiorato la mente.
Il primo è che Ross, avendo tutt'altro in mente (leggi altri progetti per Marvel e DC), non si sia davvero dedicato a questa serie ed abbia svolto solo il ruolo di cartellone pubblicitario.
Il secondo, ben più terrificante, è che egli non abbia più niente da dire, almeno narrativamente parlando.
Su quest'ultimo punto spero sinceramente di sbagliarmi, nel dubbio però evito cautamente di sprecare altri soldi nelle infinite filiazioni di quest'orrore. Difficilmente la mela cade lontano dall'albero...


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martedì 14 aprile 2009

Appunti francesi

Ovvero: uno pseudo-diario delle mie vacanze pasquali...

Venerdì 10 Aprile

Ore 5:00. Sveglia (cazzo!). Destinazione Normandia...
Ore 8:05. Arrivo a Parigi. Stazione Parigi Nord. Devo dirigermi alla stazione Paris Saint Lazare per prendere il treno per Caen ma causa di improvvidi consigli mi ritrovo alla Gare d'Austerlitz. Comunque sia non mi perdo d'animo e raggiungo la stazione giusta appena in tempo per prendere il treno.
Ore 11:58. Arrivo a Caen. Il tempo non promette nulla di buono...
Ore 15:00. A spasso tra Arromanches e Omaha Beach. Il tempo è una vera merda. Scivolo a causa del fango rovinando un paio di pantaloni. Un osservatore disattento potrebbe pensare che sia stato colto da un violento attacco di diarrea...
Ore 18:20. Ci fermiamo per strada a rintronarci di sidro.
Ore 21:30. Cena. Per dolce, un'eccellente crêpe flambè al calvados.

Sabato 11 Aprile

Ore 10:30. Tappa al memoriale di Omaha Beach. 9000 tra croci e stelle di Davide per altrettanti sepolti più una stele con i 1600 nomi dei soldati i cui resti non sono stati mai ritrovati. Tutte le volte che mi incazzo con l'America, sarebbe il caso di fare una visita a questo cimitero. Purtroppo non ho abbastanza soldi.
Ore 14:00. Cherbourg. Appena arrivato alla stazione di Caen, mi ero imbattuto in un cartello pubblicitario che mi informava di una mostra dedicata ad Hugo Pratt tenuta in quel di Cherbourg. La tappa era praticamente obbligata. Osservare Corto Maltese mi allarga il cuore come sempre. Osservare poi così da vicino gli originali, provoca un effetto ancora più amplificato. La mostra è stupenda, per organizzazione, qualità e quantità delle opere esposte. Il tutto alla modica cifra di ZERO EURO!!!! La prossima volta che passo da Roma, devo fare assolutamente una visita al ministero delle cultura. Preferibilmente armato di fucile...
Ore 21.00. Sperduti in mezzo alla campagna, discutiamo di nuovi slogan per t-shirt di successo.

Domenica 12 Aprile

Ore 12:00. Fila oscena in prossimità di Mont Saint-Michel. Concordiamo tutti sul fatto che non ne valga la pena e visto che siamo in zona, decidiamo che forse è il caso di dare un'occhiata anche alla Bretagna.
Ore 15:20. Giunti a Dinan, ci fermiamo a pranzare in un panificio. Il prosciutto che riempie il panino è talmente buono da meritarsi l'appellativo di "Porco Divino".
Ore 18:20. A Saint-Malo, complice la bassa marea, ci facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia, tra cozze, alghe e cacate di gabbiano.

Lunedì 13 Aprile

Ore 1:07. Dopo aver ripercorso la stessa strada almeno quattro volte, ritroviamo finalmente l'ostello.
Ore 9:52. Risveglio. La nebbia si taglia col coltello.
Ore 14:27. Di nuovo a Caen. Spaparanzati su un prato mangiando panini al tacchino, discutiamo dei delicati equilibri tra uomini e donne. Il tutto contemplando il ragguardevole culo di una tipa sdraiata poco lontano da noi...
Ore 15:50. Tra stazioni e porti, ognuno riprende la strada di casa...
Ore 22:30. Ritorno a Leuven. Tappa al kebabbaro vicino la stazione e subito a casa.

Cosa mi ritrovo alla fine di questi quattro giorni? Un'agenda di Corto Maltese, una bottiglia di ottimo sidro e una discreta quantità di bei ricordi. In fin dei conti è per questo che si fanno queste cose. O no?

giovedì 9 aprile 2009

Tra solidarietà e bestialità

Come sempre quando una tragedia colpisce, viene fuori il meglio e il peggio dell'umanità.
Purtroppo in mezzo a questi due estremi, spuntano anche episodi che è difficile catalogare.
Ed è così che tra la valanga di aiuti ed il più bieco sciacallaggio, tocca anche essere testimoni del giubilo del TG1 per il record di ascolti



e dell'ennesima tempestiva dichiarazione del presidente del consiglio (per gentile concessione della televisione tedesca).



Viene da chiedersi se valga davvero la pena commentare certe oscenità o lasciare che la miseria umana di chi ne è protagonista parli da sé.
Io personalmente preferisco chiudere gli occhi, inghiottire il boccone e ricordarmi che a dare una mano si fa sempre in tempo...

lunedì 23 marzo 2009

Priest Feast 2009 - Io c'ero...

In assoluto le 50 euro spese meglio degli ultimi dieci anni.
Testament e Megadeth fanno da ottime spalle a dei Judas Priest in splendida forma.
Il concerto inizia addirittura dieci minuti prima del previsto con i Testament che suonano per tre quarti d'ora abbondanti.
Dopo di loro tocca ai Megadeth per circa un'ora e finalmente, verso le nove e mezza, l'attrazione principale: i Judas Priest!
Il concerto si apre con il dittico Dawn of Creation/Profecy per poi passare direttamente a Metal Gods e da li a proseguire in un'alternanza di brani classici e di brani tratti dagli ultimi due album.
La presenza scenica di Robert Halford è impressionante, come del resto lo è la prestazione dell'intero gruppo. Quello che però colpisce di più durante il concerto è la constatazione che, nonostante gli anni, Halford abbia ancora un'estensione vocale tutt'altro che comune. Certo, la sua voce non è più la stessa di vent'anni fa (e in alcuni passaggi di Painkiller si è anche notato) ma ha dato pur sempre un'ottima prova di sé grazie anche alle splendide chitarre di un duo Downing/Tipton in forma smagliante.
A concludere il concerto (con buona pace della PETA) ci pensa Hell Bent for Leather e alle undici e mezza (minuto più, minuto meno) siamo tutti pronti per tornarcene a casa.
Io devo correre come un forsennato per evitare di perdere l'ultimo treno. Alla fine, complice un tram preso a sgamo, ci riesco. Torno a casa morto di stanchezza. Stamattina al risveglio, le orecchie mi fischiavano ancora ma ne è valsa la pena. Cazzo se ne è valsa la pena...


lunedì 9 marzo 2009

I watched the watchmen

E alla fine il film è uscito....
Sono le 20.00 di venerdì ed esaltato come un ragazzino alla sua prima canna faccio la fila per comprare il biglietto.
Sono le 20.30 e finalmente si spengono le luci in sala.
Quasi tre ore dopo le luci si riaccendono. E quindi? Beh, tutto sommato poteva andare peggio.
Sia chiaro, il film tratto dallo storico fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons è tutt'altro che perfetto, anzi...
Solamente soddisfa le aspettative che mi ero creato in proposito.
Quelle cioè di un film d'azione con degli interessanti sottintesi politici, graficamente e visivamente spettacolare (grazie anche all'apporto di Dave Gibbons) e con qualche inconsistenza nella trama che di tanto in tanto grida vendetta.
Se proprio dovessi stilare una lista della spesa con le parti migliori e peggiori del film direi che nella seconda categoria vanno sicuramente:
  • La sequenza di combattimento iniziale. Semplicemente troppo lunga.
  • L'uso del termine "Watchmen" (che nel fumetto non viene mai usato) in riferimento ai personaggi.
  • Il modo atrocemente rapido in cui Rorschach e Nite Owl scoprono che l'artefice della morte di Edward Blake e di tutte le loro sventure altri non è che Adrian Veidt. Cos'è, gliel'ha detto lo spirito santo?
Passando alle mie parti preferite, queste annoverano certamente:
  • La splendida colonna sonora, che ambienta alla perfezione il film nello scenario di un 1985 fittizio.
  • La carrellata iniziale in cui vengono mostrati gli esordi e i tragici destini dei primi minutemen.
  • L'interpretazione degli attori, tutt'altro che malvagia, su cui spicca quella di Jackie Earle Haley, che ci regala uno splendido Rorschach.
In mezzo tra questi alti e bassi, scorre il resto del film. Un film che beninteso si lascia vedere e la cui durata (quasi tre ore) non pesa affatto.
In fin dei conti, lo sapevamo tutti, era impossibile condensare in una pellicola di qualsivoglia lunghezza una trama densa e stratificata come quella di Watchmen. Se poi consideriamo che negli anni '80 si parlava di assegnare la parte del Dr. Manhattan addirittura ad Arnold Schwarzenegger, direi che alla fine ci è andate veramente bene.
In fin dei conti, diciamo che un buon sette riesce a guadagnarselo.
A questo punto non resta che da vedere quali scene aggiungeranno nell'extended cut della versione in DVD, che si preannuncia avrà una durata di tre ore e mezza...

P.S.: Se dopo aver letto questo post, vi siete resi conto che vi ho rivelato parte della trama e che quindi non ha più senso andare a vedere il film al cinema, inviatemi i soldi del biglietto!!!

sabato 14 febbraio 2009

Ci siamo quasi

Il tempo passa, e i giorni che ci separano da quello che potrebbe essere il mio film preferito in assoluto (ma che potrebbe anche rivelarsi un'enorme cacata) sono sempre di meno.
Io sono talmente esaltato che alla fine rischio di rimanere deluso qualunque sia il risultato.
Nel frattempo, ecco una piccola anteprima di quelo che ci aspetta, insime al primo trailer dei racconti del vascello nero.





Lo so, Ozymandias sembra abbastanza gay, ma che ci vogliamo fare, aspettiamo e stiamo a vedere...

venerdì 23 gennaio 2009

Libertà di critica?

Che Beppe Grillo fosse un ottimo comico e un gran comunicatore lo sappiamo tutti (o quasi...).
Recentemente lui ha scoperto una nuova vocazione, quella di capo-popolo, ebbro di consenso arringa le masse, lancia anatemi, raduna folle oceaniche. Gli manca solo un palazzo con un balcone su cui affacciarsi e sarebbe perfetto...
Recentemente il buon Beppe scopre un'altra sua vocazione (profiquo quest'ultimo decennio), quella di Censore...
Sul finire dello scorso anno Al Jazeera mette in cantiere una puntata di "People and Power" dedicata all'Italia. Uno dei protagonisti principali della puntata è proprio Beppe Grillo.
Il documentario (della durata di una ventina di minuti) è interamente disponibile su YouTube:





Finché si parla dei soliti argomenti va tutto bene, se non fosse che ad un certo punto Gad Lerner esprime un'opinione non proprio lusinghiere su Grillo che, guarda caso, sparisce sulla versione del documentario pubblicata sul sito del comico genovese, che (stranamente) dura appena una decina di minuti...



Che dire, bella la libertà di critica.
A meno che non ti si ritorca contro...



25/09/2009
Piccola nota a margine: a quanto pare YouTube ha recentemente eliminato il video (censurato) di Grillo per "Violazioni dei termini di servizio". Si saranno finalmente accorti che quella bestia spaccia per propri i video che saccheggia altrove?



26/09/2009
YouTube ci ha ripensato.
E va bene. Concentriamoci sul lato positivo della cosa. Se non altro tornano online i video di Travaglio.

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giovedì 15 gennaio 2009

Punizione ed eredità

Sono passati quasi nove anni dalla pubblicazione del primo numero di "Welcome Back, Frank" e con il numero 60 della serie attualmente in corso Garth Ennis conclude il suo connubio con il Punitore.
Dopo un inizio abbastanza altalenante con storie che andavano dal realistico al grottesco, in cui sembrava che l'autore cercasse più che altro di prendere le misure al personaggio, negli ultimi cinque anni Ennis ci ha regalato uno dei migliori cicli narrativi del Punitore e forse una delle sue opere più ispirate.
Il punitore che esce fuori da queste storie è un personaggio analizzato in tutti i suoi limiti, con tutte le sue debolezze e la sua umanità, molto più crdibile di quanto non lo fosse quando la Marvel lo affidò alle cure dello scrittore irlandese.
Figlio di una guerra sbagliata, Frank Castle si trova a fronteggiare non tanto un mondo alla rovescia, quanto la consapevolezza di non poterlo cambiare e continua a combatte la sua guerra pur sapendola inutile, perché non sa fare altro...
Per quanto possa sembrare assurdo, Garth Ennis si lascia alle spalle un'eredità con cui gli autori successivi non potranno non confrontarsi.
Per adesso non resta che aspettare, sperando magari che anche che l'imminente seconda pellicola dedicata al personaggio faccia tesoro delle storie recenti, e non soltanto nel modo più ovvio...



The Punisher © 2009 Marvel Characters, Inc - Per l'Italia © 2009 Panini S.p.A.


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