lunedì 23 marzo 2009

Priest Feast 2009 - Io c'ero...

In assoluto le 50 euro spese meglio degli ultimi dieci anni.
Testament e Megadeth fanno da ottime spalle a dei Judas Priest in splendida forma.
Il concerto inizia addirittura dieci minuti prima del previsto con i Testament che suonano per tre quarti d'ora abbondanti.
Dopo di loro tocca ai Megadeth per circa un'ora e finalmente, verso le nove e mezza, l'attrazione principale: i Judas Priest!
Il concerto si apre con il dittico Dawn of Creation/Profecy per poi passare direttamente a Metal Gods e da li a proseguire in un'alternanza di brani classici e di brani tratti dagli ultimi due album.
La presenza scenica di Robert Halford è impressionante, come del resto lo è la prestazione dell'intero gruppo. Quello che però colpisce di più durante il concerto è la constatazione che, nonostante gli anni, Halford abbia ancora un'estensione vocale tutt'altro che comune. Certo, la sua voce non è più la stessa di vent'anni fa (e in alcuni passaggi di Painkiller si è anche notato) ma ha dato pur sempre un'ottima prova di sé grazie anche alle splendide chitarre di un duo Downing/Tipton in forma smagliante.
A concludere il concerto (con buona pace della PETA) ci pensa Hell Bent for Leather e alle undici e mezza (minuto più, minuto meno) siamo tutti pronti per tornarcene a casa.
Io devo correre come un forsennato per evitare di perdere l'ultimo treno. Alla fine, complice un tram preso a sgamo, ci riesco. Torno a casa morto di stanchezza. Stamattina al risveglio, le orecchie mi fischiavano ancora ma ne è valsa la pena. Cazzo se ne è valsa la pena...


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