martedì 16 giugno 2009

A volte ritornano (purtroppo...)

Nel gennaio del 2008, Nick Barucci rintronò tutti quanti con un roboante annuncio: Jim Krueger e Alex Ross , riesumando una serie di personaggi della Golden Age ormai di pubblico dominio, avrebbero dato vita a Project Superpowers, un'ambiziosa parabola sul significato di eroismo e sul ruolo delle superpotenze nel mondo contemporaneo.
Bello, proprio bello. Sa un po' di minestra riscaldata (e un tantino annacquata...) ma è pur sempre bello. Talmente bello che per leggere i primi otto numeri, mi ci sono voluti quasi due anni...
Già all'inizio sorgevano spontanee due domande:
  • È davvero necessario riesumare questa massa di cariatidi pre-belliche?
  • C'è davvero bisogno dell'ennesima storia sul senso della parola "eroe"?
La risposta a entrambe le domande è ovviamente no, visto soprattutto il modo in cui tutta l'operazione è stata condotta.
Nonostante i segni premonitori di un'imminente sciagura ci fossero tutti, io sono masochista e ho voluto toccare con mano...
Come già detto, fin dall'inizio la cosa puzzava di "già visto". Alex Ross aveva già toccato l'argomento "eroi e superpotenze" con Kingdom Come, approfondendolo anni dopo nella splendida trilogia di Earth X.
Temendo purtroppo che non avessimo afferrato il concetto, decide di rinfrescarci la memoria con l'insipido Justice, regalandoci infine quest'orrendo pappone pre-digerito che prende il nome di Project Superpowers (d'ora in avanti "PS").
In parole povere, quanta acqua si può aggiungere alla stessa minestra prima che questa perda ogni parvenza di sapore? Come sanno tutti (eccezion fatta per i sostenitori dell'omeopatia) non molta e infatti in PS di storia ce n'è davvero poca e quella poca che si fatica a scovare viene pure narrata con una certa imperizia, in un susseguirsi di pagine didascaliche e dialoghi eccessivamente verbosi. Propinandoci l'ennesimo futuro distopico governato da una cabala occulta, cui si oppone il solito gruppo di eroi fuori dal tempo decisi a far risorgere il bene.
Evviva!
Già visto. Già letto.
Come se non bastasse, già a metà della serie era palesemente ovvio che quei maledetti otto numeri non avrebbero neanche narrato una storia compiuta, dovendo invece fare da prologo ad una serie infinita di seguiti. Il tutto nel tentativo di creare a tavolino, un intero universo supereroistico sotto la supervisione di un Alex Ross che non si capisce bene quale ruolo dovrebbe avere.
Districandomi tra le pagine di questa storia, due sospetti mi hanno sfiorato la mente.
Il primo è che Ross, avendo tutt'altro in mente (leggi altri progetti per Marvel e DC), non si sia davvero dedicato a questa serie ed abbia svolto solo il ruolo di cartellone pubblicitario.
Il secondo, ben più terrificante, è che egli non abbia più niente da dire, almeno narrativamente parlando.
Su quest'ultimo punto spero sinceramente di sbagliarmi, nel dubbio però evito cautamente di sprecare altri soldi nelle infinite filiazioni di quest'orrore. Difficilmente la mela cade lontano dall'albero...


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