domenica 16 maggio 2010

Cronaca di una serata sudata

Venerdì 14 Maggio. In una Leuven semideserta per via di un finesettimana lungo, mi preparo psicologicamente alla mia serata a Brussel.
Non pago del fatto che la suddetta serata già si preannuncia alquanto impegnativa, decido di ingannare il pomeriggio andando con alcuni amici a vedere l'ottimo Robin Hood di Ridley Scott, film splendido sotto tutti i punti di vista. Il punto focale della mia attenzione non è comunque rivolto né alla sanguigna interpretazione di Russel Crowe né all'eterea bellezza della splendida Cate Blanchett. Nossignore. Il fulcro dell'intera giornata, l'evento che dà una ragione al mio alzarsi dal letto è il concerto dei Modena City Ramblers a Brussel.
Uscito dal cinema mi appresto ad una rapida cena e vado di corsa verso la stazione.
Ovviamente perdo il treno...
Prendo quello successivo e arrivo a Brussel Zuid alle 21:53, mancano appena sette minuti all'inizio del concerto.
Corro verso Vlogaertstraat e mi ritrovo di fronte un locale preso d'assalto da una massa di gente rimasta priva di biglietto. Guadagno infine l'entrata e mi ritrovo all'interno del locale stracolmo, già puzzo come una capra.
Grazie ad una sapiente combinazione di calci, scoregge e gomitate riesco ad avvicinarmi al palco appena in tempo per l'ingresso del gruppo. Si comincia subito con un pezzo storico - Tant Par Tacher - per poi passare ad alcune canzoni tratte dall'ultimo album e da lì ad un'alternanza di brani classici e recenti, in una serata sospesa tra militanza, folk e sagra rionale.
Il concerto entra nel vivo praticamente subito, grazie ad una band che non si risparmia affatto e ad un Davide Morandi che, pur con le sue differenze stilistiche, non fa affatto sentire la mancanza di Cisco Bellotti con il risultato che dopo neanche un'ora ho già perso quasi due chili sotto forma di sudore.
Difficile poi non farsi prendere dall'emozione quando il gruppo (accompagnato da tutta la sala) ha intonato "I cento passi", celebrando il da poco trascorso anniversario dell'omicidio di Peppino Impastato.


Trascorse come fossero minuti queste due ora sudate, il concerto finisce e io mi ritrovo a bere birra con dei perfetti sconosciuti discutendo di socialismo reale e lotta di classe (?!) salvo rendermi conto che sì è fatta l'una e mezza e che ho perso l'ultimo treno per Leuven. Riesco fortunatamente e rimediare, non so come né mi ricordo da chi, un passaggio in macchina e arrivo a casa intorno alle tre.
Stanco, sudato e con le orecchie doloranti.
Ma carico ed esaltato come non mi sentivo dalla fine del Priest Feast...



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