lunedì 3 maggio 2010

Sintetizzando nuovi elementi con un aspirapolvere e un paio di mutande vecchie...

Cosa fa il primo maggio uno che non lavora? Semplice, va al cinema.
A vedere che? Iron-Man 2.
D'altronde le premesse ci sarebbero tutte: un cast di primo livello, una marea di materiale da cui si può costruire una storia più decente ed effetti speciali targati Industrial Light & Magic.
Insomma direi che si può fare.
Peccato che due ore dopo non ne sia più tanto sicuro...
Ma procediamo con ordine.
Il primo Iron-Man era un ottimo film che in un paio di ore era riuscito a mettere su pellicola le origini del personaggio, mantenendo tra l'altro una certa fedeltà al fumetto, e a dare il la al progetto cinematografico degli Avengers.
Viene in parte da pensare, vedendo questo secondo film, che il successo della prima pellicola sia giunto quasi inatteso in casa Marvel, perché per buona parte del film non ci si riesce a scrollare di dosso l'impressione che con questo seguito, regista e produzione abbiano cercato in tutti i modi di creare un prodotto che superasse in tutto il precedente.
E infatti buona parte del film ha addosso questo alone di esagerazione: inseguimenti pazzeschi, esplosioni incredibili, scene di lotta ai limiti dell'inverosimile e (udite, udite!) Tony Stark che sintetizza un nuovo elemento chimico nel proprio garage (letteralmente!) e direi che questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Va bene che è un film di azione/fantascienza, va bene che Tony Stark è un genio, va bene la sospensione dell'incredulità ma direi che a tutto c'è un limite, e vedere un nuovo elemento sintetizzato con un apparato assemblato praticamente nel giro di un'ora direi che questo limite lo supera ampiamente...
Sia ben chiaro comunque che il film non è privo di pregi.
Le interpretazioni sono tutte ottime. Anzi, non fosse stato per Mikey Rourke, il personaggio di Ivan Vanko (maldestra unione della Dinamo Cremisi e di Whiplash) rischiava di apparire ancora più inconsistente di quanto già non appaia in alcuni momenti del film. Di sicuro poi, vedere Scarlett Johansson in uniforme attillata di pelle nera fa il suo bell'effetto.
La pellicola inoltre svolge egregiamente il ruolo nel preparare la strada al film dei Vendicatori (previsto per il 2012), Nick Fury/Samuel L. Jackson ha un ruolo maggiore, James Rhodes assume definitivamente il ruolo di War Machine, Tony Stark accetta ufficialmente di far parte dei Vendicatori, lo scudo di Capitan America compare in bela vista e, nella scena nascosta dopo i titoli di coda ormai tanto cara agli adattamenti supereroistici, l'agente dello SHIELD Phil Coulson trova il martello di Thor durante una accennata missione in Nuovo Messico.
Ecco, forse il problema principale del film è proprio questo. Diluita in tutti questi infiniti dettagli la storia si perde. Schiacciato tra un primo capitolo di ottima fattura ed un progetto cinematografico futuro a cui fare da apripista, Iron-Man 2 non riesce a trovare una propria identità.
Peccato.
Perché alla fine, per quanto ti sforzi, non riesci a togliergli di dosso quel sapore di occasione mancata.

P.S.: Per strano che possa sembrare, una volta tanto mi trovo d'accordo con Paolo Mereghetti. Bravo Paolo, vedo che poco a poco stai imparando...


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1 commento:

  1. scusate l'ot:), stiamo organizzando un incontro tra blogger brussellesi, per socializzare con facce magari sconosciute ma lette qualche volta online, per adesso si tenta di trovare un posto/data/etc usando questo documento online (lo so, ultimamente vanno di moda i gruppi facebook, ma ho preferito un approccio più nerd e meno invasivo). Se ti va di partecipare, modifica il file a tuo piacimento, sperando di metterci tutti d'accordo.
    Un saluto

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