mercoledì 19 maggio 2010

Vecchi e nuovi incubi


Saranno passati anni dall'ultima volta che ho visto un film horror.
Quando andavo alle scuole medie ne ero un accanito fruitore e non perdevo occasione per assaporare l'ultimo spauracchio hollywoodiano. Poi col tempo la passione è scemata, anche a causa della ripetitività delle trame e ora è già tanto se ne vedo uno ogni due o tre anni.
Tra i miei favoriti di sempre, c'era la serie di "A Nightmare on Elm Street", all'interno della quale ovviamente svettava su tutti il primo. Quando Krueger si chiamava Fred e non Freddy. Quando massacrava e terrorizzava le proprie vittime senza fare battute del cazzo. Prima che una serie infinita di sequel lo rendesse un simpaticone e aggiungesse alle sue origini una serie di particolari assurdi anche per gli standard di un film horror di fine anni 80.
Personalmente non sono mai stato un grande fan dei remake e soprattutto del modo ossessivo con cui ci vengono propinati oggigiorno, sintomo forse di una carenza di idee nell'industria cinematografica di massa, ragion per cui non contavo affatto di andare a vedere questo. Complice anche il fatto che a calcare i passi un istituzione come Wes Craven veniva scelto il pressoché sconosciuto Samuel Bayer, qui alla sua prima regia cinematografica.
Poi, a causa dell'ultimo numero di Wizard, scopro che il ruolo di Freddy Krueger verrà ricoperto da Jackie Earle Haley e, ahimè, non sono riuscito a resistere alla curiosità di scoprire cosa avrebbe fatto del mostro di Elm Street l'uomo che mi aveva già regalato quella magnifica interpretazione di Rorschach.
Ed è così che in una sala semideserta, mi sono goduto questa reinterpretazione di uno dei miti della mia giovinezza.
E sia chiaro che il verbo non è stato scelto a caso...
Il primo film era per molti versi un classico film horror anni '80 di cui rispettava i vari cliché, dal gruppo di adolescenti cui non crede nessuno alle cose che cominciano ad andare male subito dopo la prima trombata. Aveva il pregio di giocare molto sulla suggestione, Robert Englund si muoveva quasi sempre nell'ombra, il suo volto solo di rado appariva in piena luce. Questo espediente era in parte dovuto all'esigenza di nascondere la semplicità degli effetti prostetici dell'epoca, ma dava al film una certa tensione di fondo che in parte rimane ancora oggi.
Il nuovo film è fedele alla trama dell'originale senza però ricalcarne pedissequamente la storia, preferendo piuttosto la strada dell'omaggio e dei richiami; ora con un nome, ora con una battuta o con una scena.
Il primo Fred Krueger era un "lurido assassino di bambini" (per usare le parole di Marge Thompson) arso vivo da una folla di genitori furibondi dopo essere stato scarcerato per via di un cavillo.
Il nuovo Fred Krueger è un pedofilo, dato alle fiamme da un gruppo di genitori inferociti che preferisce farsi giustizia da sé pur di risparmiare ai propri figli il trauma di un processo (risparmiando magari a sé stessi l'onta di un'esposizione mediatica).
Ed è proprio attraverso il personaggio di Fred Krueger, ritratto magistralmente da un impressionante Haley, che il remake supera l'originale.
Nel nuovo film infatti i ragazzi indagano su Fred. Per riuscire a sconfiggerlo devono scoprire il suo passato, conoscere l'uomo prima del demone. Così facendo, mostrandoci come è morto, lasciandoci immaginare cosa possa aver fatto a quei bambini, il nuovo Nightmare rende Fred reale.
Il Fred Krueger di Jackie Earle Haley fa paura perché è un mostro umano prima ancora di essere uno spauracchio soprannaturale, poco importa come sia diventato un demone perché lo era già prima di morire.
Alla fine, viene fuori che ho fatto bene.
Jackie Earle Haley non solo è riuscito a farmi incuriosire di un film la cui visione non avrei altrimenti neanche preso in considerazione ma, grazie anche alla regia del misconosciuto Bayer, mi ha anche regalato un incubo che veramente merita di essere ricordato.
Speriamo solo che non ne vengano fuori altri sette seguiti...


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