giovedì 17 marzo 2011

Centocianquant'anni nonostante il vaticano

Se è vero che la notte porta consiglio è anche vero che lava via qualche amarezza. Ed è così che, complice la bella giornata e la contemplazione del monumento a Garibaldi in Via Etnea, mi sono ritrovato a riflettere su quel giorno di centocinquant'anni fa in cui il Vittorio Emanuele II fu proclamato Re d'Italia dal Parlamento Sublapino.
Mi sono trovato soprattutto a riflettere su un particolare che in queste occasioni celbrative viene spesso trascurato, sul fatto cioè che le battaglie risorgimentali furono condotte anche contro la chiesa cattolica. Non ci dimentichiamo infatti che il vaticano fu uno dei principali oppositori all'unificazione d'Italia; tant'è che nel monumento equestre che poggia sul Gianicolo, lo sguardo di Garibaldi era originariamente rivolto al Vaticano, a testimoniare la volontà del Generale di conquistare anche quell'ultimo colle.
Ecco quindi il mio umile, sommesso, sucuramente inadeguato omaggio a quegli uomini che fecero l'Italia.
Contro tutto e contro tutti.
Anche contro cristo, il papa e i preti.



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