lunedì 23 maggio 2011

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

Poco più di un anno fa mi sbarazzavo del mio account su facebook.
In questo anno, l'assenza dell'onnipresente figlio di Mark Zuckerberg non si è fatta pressoché sentire e anzi mi ha dato l'occasione di verificare una serie di riflessioni che avevo già fatto sull'argomento.
Spesso e volentieri infatti mi capitava di essere protagonista di conversazioni più o meno simili a questa:

Amico: Ma io ti ho su facebook, vero?
Io: Veramente sono mesi che ho cancellato il mio account.
Amico: Ma che, davvero?
Io: Sì
Amico: Ah, non me n'ero accorto...


Se credete che scherzi, probabilmente avete bisogno di riconsiderare la vostra presenza sul social network del momento o, quanto meno, la natura passiva della stessa. Perché in effetti, per assurdo che possa sembrare, l'essenza di FB non è la visibilità ma l'invisibilità.
Per dirla con Nanni Moretti: "Mi si nota di più se non vengo o se vengo e sto in disparte"?
Nel mondo del quarto d'ora di celebrità e dei reality show, chi pensa che per essere bisogni essere su facebook non si rende conto della facilità con cui la presenza su facebook tenda a farci scomparire piuttosto che apparire.
E allora, che ci torno a fare? Perché è di questo, se non l'aveste capito, che sto parlando.
Beh, se consideriamo che per andarmene non avevo alcuna particolare ragione, non vedo perché dovrei averne per tornare. Ma a dire il vero due ragioni per tornare ce le ho. Due ragioni idiote, futili e se si vuole anche vanesie, ma pur sempre due ragioni.
Una, forse la più idiota, la rivelerò da qui a qualche giorno.
L'altra è più una sorta di curiosità.
Sostanzialmente ho voglia di vedere se quest'anno di assenza ha fatto di me un utente più consapevole (di cosa, poi, non si sa...) o se da qui a qualche giorno mi perderò nuovamente nel mare magnum di imbecillità del social networking.
Consideratela, se vi va, la seconda parte di un esperimento in itinere.
Staremo a vedere. (Ma noi chi, poi?)

P.S.: Già mi immagino gli anatemi di una certa persona...


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2 commenti:

  1. A parte che ovviamente sei una banderuola travestita da baldracca con inclinazioni finiane per esserti ri-iniettato nella corrente :-), questa idea dell'invisibilita' come essenza di Facebook e' da discutere - in un mondo migliore sarebbe bello vederti parlarne a Zuckerberg in persona.
    Un'amica danese mi rispose "Oh, you think you are too cool to be on Facebook?" quando le dissi che non ci stavo. Questo e' l'aspetto nativo dell'invisibilita' su Facebook (da molti usata come ulteriore punto di pressione per indurre gli utenti ad entrarci). Ci si aggiunge quello della "latenza" degli utenti cui tu accenni.
    Grosso modo sono problemi che non mi tangono comunque, a parte essere una buona scusa per dirti: bbedduino! (con tutto il rispetto verso gli autoctoni omonimi).

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  2. Ahahah, in effetti il tardare di questa tua risposta mi preoccupava...

    Alla tua amica Danese potevi tranquillamente rispondere: "Yes, I'm too cool to be an fecebook, so now what? You stupid cow...", chi lo sa, magari te la dava per stizza.

    Scherzi e riflessioni a parte non intendo dare al mio ritorno nella patria del cazzeggio alcuna connotazione di sorta. Semplicemente mi ero reso conto come negli ultimi tempi avessi sostanzialmente perso i contatti con alcune persone, cosa di cui mi dispiacevo, e il ritorno su FB ha in effetti semplificato le cose. Può sembrarti un'idiozia ma è così.
    Ovviamente con questo è ricominciata anche la pioggia di balordaggini che avevo già lamentato precedentemente tipo l'invito a partecipare a finti eventi e pseudo-impegni politico-intellettuali, ma quelli li ignoro e vado avanti...

    Oltre a questo, c'era poi la ragione (abbastanza idiota, lo ammetto) di pubblicizzare i miei sproloqui radiofonici settimanali. Stranamente la cosa ha funzionato. Vero è che continuo a credere poco sulla possibilità di FB di farmi da amplificatore, ma è altrettanto vero che se mi metto a dire idiozie dietro un microfono per un'ora, devo anche trovare qualcuno che mi ascolti, no?

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