lunedì 20 giugno 2011

Superheroes - Note a margine della quarta puntata

La morte di Superman: ancora una volta, tutto comincia con un matrimonio andato a male...

Nel 1988, John Byrne portò a termine la sua gestione di Superman a seguito di divergenze creative con la dirigenza della DC Comics e venne sostituito da Roger Stern.
Nella speranza di invertire il calo di vendite successivo all'abbandono di Byrne e tentando di avvicinare alla serie il pubblico femminile, la DC decise di mettere in moto una serie di eventi che portasse al matrimonio tra Lois e Clark, coerentemente con la nuova interpretazione di Byrne, in cui Lois era innamorata di Clark, piuttosto che di Superman.
Fu così che nella storia intitolata "Krisis of Krimson Kryptonite", Clark/Superman rivelò a Lois il suo segreto e la chiese in moglie.
Nel frattempo però, la Viacom cancellò la serie telvisiva Superboy con il risultato che la Warner Bros. (proprietaria della DC Comics) riprese in mano i diritti di sfruttamento televisivo di Superman e mise in produzione la serie "Lois & Clark: The new adventures of Superman" che, come si intuisce dal titolo, poneva l'accento anche sulla vita sentimentale di Superman. Venuta a sapere che in casa DC erano stati messi in moto gli eventi che avrebbero portato al matrimonio di Superman, la dirigenza Warner chiese (e ottenne) che l'evento fosse posticipato fino a quando i tempi non fossero stati maturi per celebrarlo anche sul piccolo schermo, di modo che i due eventi, quello cartaceo e quello televisivo, avvenissero in contemporanea.
Messo momentaneamente da parte, la redazione di superman si trovava senza un evento per celebrare l'imminente cinquantacinquestimo anniversario della creazione dell'uomo d'acciaio, fino a quando durante una riounione Jerry Ordway, all'epoca scrittore di "Adventures of Superman", suggerì scherzosamente di ucciderlo; tra una battuta e l'altra l'idea prese piede, fino al punto di essere approvata ufficialmente.
A perpetrare l'omicidio, ci pensò un personaggio creato per l'occasione da Dan Jugens.
Prosaicamente chiamato Doomsday, il personaggio in questione era un clone malassortito dell'incredibile Hulk, risultato dei primi rozzi esperimenti genetici dei kryptoniani di milenni addietro. Dotato dell'intelligenza di un colibrì, Doosday uccise Superman, nel numero 75 dell'omonima testata, a suon di calci e pugni a seguito di una battaglia durata alcuni mesi.
Storia abbastanza insulsa, come buona parte di quele partorite durante gli anni '90, venne in parte riscattata da quelle successive dedicate al funerale dell'eroe, con le quali vennero analizzate le reazioni che l'evento suscitò nella popolazione, dando una credibile rappresentazioni di tutto lo spettro dell'emotività umana, dall'arrivismo dei media, al dolore delle persone care, dalla partecipazione delle masse all'affollarsi dei mitomani.
Al funerale di Superman seguì un periodo intitolato "The Reign of the Supermen" in cui quattro individui si contesero l'eredità quando non addirittura l'identità dell'uomo d'acciaio, il quale avrebbe fatto il suo trionfale ritorno sul numero 25 di "Superman: The man of steel", pubblicato ad appena otto mesi dalla sua "tragica" dipartita.
Trafugato dalla sua tomba da Eradicator, un suo antico nemico ormai ravvedutosi, Superman fu lasciato a guarire nella Fortezza della Solitudine in quanto il sole giallo che illumina la Terra, oltre a dotarlo dei suoi straordinari poteri, ha su di lui anche un effetto ricostituente.
La teoria più esilarante riguardo il ritorno di Superman, la si deve comunque a Jonathan Kent.
In coma a seguito di un infarto causato dal dolore per la perdita del figlio adottivo, l'anziano agricoltore ebbe un'allucinazione nella quale ipotizzò che i kryptoniani, atei e cultori della scienza, non credessero nella morte e nell'aldilà e che Clark avesse accettato la sua mortalità a seguito della sua educazione umana. Gonfiato di botte da un energumeno, Superman morì insomma di suggestione, né più né meno di un marmocchio viziato che, spinto a terra da un bullo, scoppia in lacrime neanche fosse stato vittima di un pestaggio.
Checchè se ne dica, la morte di Superman fu comunque un evento mediatico di dimensioni tutt'altro che trascurabili e con il quale la dirigenza dalla DC Comics raggiunse certamente l'obbiettivo che si era preposta, non tanto quello di raccontare una buona storia quanto quello di riportare Superman in cima alle classifiche di vendita.



Un paio di considerazioni tecniche sulla trasmissione

La trasmissione in sé è andata abastanza bene, c'è ancora qualche tempo morto qua e la, ma nulla di grave.
La pecca principale è che forse si è divagato un po' troppo, col risultato che quello che sarebbe dovuto essere l'argomento principale della serata, vale a dire la morte di Superman, è stato relagato alla fine della trasmissione. Ragion per cui, questo è stato l'unico argomento trattato in questo post. Anche perché sugli altri, fatta eccezione per Darkseid che insieme ai Nuovi Dei meriterebbe una puntata a sé, non vale la pena spendere troppe parole.





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