mercoledì 8 giugno 2011

Superheroes - Note a margine della seconda puntata

Peter, Mary Jane e la zia May: Certi triangoli sono più assurdi di altri

La prima apparizione di Mary Jane risale al numero 42 di Amazing Spider-Man, in una scena disegnata da John Romita Sr. ormai entrata negli annali dell'Uomo Ragno.
Menzionata già nel numero 15 di lei per anni non vediamo che il corpo; quando alla fine appare, ci viene presentata come un personaggio abbastanza scialbo, la tipica ragazza festaiola senza particolare spessore.
La relazione tra Peter e Mary Jane prosegue secondo i più comuni (e talvolta anche più beceri) canoni da soap-opera: inizialmente terza incomoda tra Peter e Gwen, Mary Jane frequenta Harry Osborn salvo poi lasciarlo e consolare un Peter distrutto dalla morte di Gwen Stacy.
Del rapporto tra Peter e Mary Jane l'evento sicuramente più degno di nota fu il loro matrimonio; celebrato sule pagine di Amazing Spider-Man Annual 21 dopo un appassionato corteggiamento durato addirittura un mese, venne deciso dalle alte sfere Marvel (e dal dittatoriale Jim Shooter) su richiesta di Stan Lee che, avendo fatto sposare i due nelle strisce che scriveva per i quotidiani statunitensi, chiese che la cosa avvenisse anche nella serie regolare.
Da notare che Gwen Stacy venne fatta morire principalmente perché gli autori dell'epoca (tra cui lo stesso Lee) non consideravano narrativamente proficuo un suo matrimonio con Peter.
Superati rapimenti, separazioni, molestie da parte di vari maniaci e finanche un aborto, la coppia Peter/Mary Jane sembrava inattaccabile. I due non avevano purtroppo fatto i conti con il più insidioso dei nemici: la zia May.
L'arzilla megera venne introdotta insieme a suo nipote nel numero 15 di Amazing Fantasy.
Sopravvissuta al suo primo marito (e a voler essere pignoli, anche al secondo...) May fu per Peter sia fonte di conforto che di continue preoccupazioni. Eterna spalla, talvolta quasi una macchietta, assurse a vera gloria solo morendo, in una storia carica di commossa umanità emotiva narrata nelle pagine di Amazing Spider-Man 400.
Colpita da un infarto, l'anziana donna fu dimessa dall'ospedale in tempo per accomiatarsi da amici e parenti. Rivelato a Peter come fosse da anni a conoscenza del suo segreto e quanto ciò la rendesse fiera di lui, esalò alfine l'ultimo respiro.
Purtroppo gli anni 90 sono rimasti nella memoria dei lettori più per le trame risibili che per quelle lodevoli, ecco quindi  che alcuni anni più tardi veniamo a sapere che la donna morta era in realtà un'attrice "geneticamente modificata" assoldata da Norman Osborn. La vera zia May era stata rapita dallo stesso Osborn e tenuta segregata fino a quanto Peter non la trovò a seguito dell'ennesimo scontro tra l'Uomo Ragno e Goblin, tornando così nella vita di Peter e distruggendone, in anni recenti, il matrimonio.
Non avendo mai digerito il modo arbitrario e forzato in cui Peter e Mary Jane venero fatti sposare, Joe Quesada (direttore editoriale della Marvel fino a qualche mese fa) decide di disfarsene nel modo più assurdo possibile dando vita (insieme a Joseph Michael Straczynski) a quella che verrà probabilmente ricordata come una delle trame più ridicole degli ultimi vent'anni.
Colpita per sbaglio da un cecchino che attentava alla vita di Peter, la zia May giace morente in un letto d'ospedale. Incapace di accettare la condizione della zia, Peter cerca aiuto presso chiunque pensa possa aiutarlo. Confrontandosi con l'ineluttabilità della situazione, viene infine avvicinato da Mephisto (una delle tante rappresentazioni Marvel del diavolo) il quale gli propone la salvezza della zia in cambio del suo matrimonio. Dopo una notte di tribolazioni, Peter e Mary Jane alla fine accettano, sacrificando la loro felicità per la salvezza della zia. Ecco quindi che il loro matrimonio, insieme ad anni di storie che da esso scaturirono, viene semplicemente cancellato e Peter si ritrova magicamente a vivere con sua zia. Ed ecco come tre personaggi, che nel corso degli anni erano stati protagonisti di storie sia mirabili che illeggibili, vengono trasformati in caricature di sé stessi, esempio lampante di come per certi sceneggiatori, uno stereotipato status quo sia preferibile ad una credibile evoluzione dei personaggi.

Riferimenti

Scott Tipton - With this ring, I thee web - Dietro le quinte del matrimonio



Superheroes - Seconda puntata

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