domenica 19 giugno 2011

Superheroes - Note a margine della terza puntata

Superman: Un immigrato in mutandoni a difesa della Terra

Nel 1933 Jerry Siegel e Joe Shuster pubblicarono sulla fanzine "Science Fiction" un racconto dal titolo "The Reign of the Super-Man".
La storia parla del professor Emil Smalley e degli esperimenti da lui condotti su di un ignaro operaio di nome Bill Dunn. Inebriato dai poteri ricevuti a seguito di tali esperimenti, Bill uccide il professore e decide di muovere alla conquista del mondo, salvo rendersi conto che gli effetti dell'esperimento sono temporanei, essendo lui nient'altro che una cavia, tornando quindi alla sua grama vita da operaio in catena di montaggio.
Qualche anno più tardi, colpito dalla lettura di "Detective Dan, Secret Operative No. 38", Siegel decise che che il suo superuomo sarebbe stato più interessante come eroe che come criminale. Fu così che, dopo aver incassato alcuni rifiuti, riuscì a vendere la storia dell'ultimo figlio di Krypton alla DC Comics (all'epoca National Allied Publication), consegnando al primo numero di Action Comics del giugno del 1938 il primo supereroe della Storia.
Dotato di un insieme di poteri inizialmente alquanto limitato, il Superman delle prime storie rifletteva in parte l'orientamento politico "sinistrorso" dei suoi autori, impedendo tentativi di linciaggio ed esecuzioni frutto di errori giudiziari, mostrando talvolta una brutalità che lascerebbe basiti i lettori di oggi: non era infatti inusuale vederlo sbatacchiare malamente i suoi decisamente umani avversari, incurante degli effetti che la sua forza sovrumana avrebbe potuto avere sui malcapitati.
Nel corso di settant'anni i poteri di Superman, la loro provenienza e buona parte del background del personaggio hanno subito modifiche più o meno radicali per adattarsi allo spirito dei tempi.
Così non è stato per le sue motivazioni, che sono rimaste pressoché immutate dalla sua creazione, diventando così il retaggio più forte lasciatoci dai suoi autori.
Giunto sulla Terra da un pianeta morente, Kal-El (che, come fa notare qualcuno, significa "la voce di dio") viene educato come un essere umano e tale si sente nonostante tutto, vivendo tra gli umani e considerando la Terra casa propria, al punto da ritenersi il suo difensore ultimo. Creato da due figli d'immigrati, Superman ne condivide insomma le ansie e la voglia d'integrazione, essendo dunque l'immigrato per antonomasia fino a diventare lo strenuo difensore dell'American Way of Life nell'interpretazione datane da John Byrne che, dopo il repulisti di "Crisi sulle Terre Infinite", fu chiamato a riscriverne le origini con il suo "The man of steel", storia che oltre a ridefinire la natura e l'estensione dei poteri di Superman, apportò radicali cambiamenti al suo background come l'eliminazione di Superboy e la sostanziale modifica del rapporto tra lui e Lois Lane che, nelle storia precedenti a "The man of steel", era innamorata di Superman e non di Clark.
Personaggio sostanzialmente sopravvissuto a se stesso, spesso ridicolizzato per via del suo improbabile dualismo con Clark Kent e le presunte difficoltà coniugali con Lois Lane, è spesso più facilmente descritto attraverso i suoi comprimari.
Alle soglie del suo settantacinquesimo compleanno, l'Uomo d'acciaio, si trova a dover affrontare (insieme al resto dell'Universo DC) l'ennesimo restyling, affidato questa volta all'estro di Grant Morrison, che vede un Superman da poco approdato sul pianeta Terra e visto con sospetto dai suoi abitanti. E chissà che questa recente interpretazione non sia una più cupa riflessione sul suo ruolo di eterno immigrante...

Riferimenti

Jerry Siegel & Joe Shuster: "The Reign of the Superman" -  Versione in  PDF della storia pubblicata su Science Fiction #3 - Una scansione ad alta risoluzione dell'intera rivista può esere consultata presso la biblioteca online dell'Università della Florida.
Jeff Fleischer: "Superman's Other Secret Identity" - Una disamina della matrice culturale ebraica di molti supereroi americani e di Superman in particolare.
Larry Niven: "Man of Steel, Woman of Kleenex" - Un'analisi semiseria della relazione tra Superman e Lois Lane
Kiel Phegley: "Morrison & Morales Launch Action Comics #1" - La DC Comics annuncia l'azzeramente della continuity di Superman e del suo intero universo supereroistico.



Lex Luthor: Da Rosso Malpelo a Mastro Lindo per un banale errore

La prima apparizione di Lex Luthor, risalente al numero 23 di Action Comics, rivela subito quanto il personaggio fosse debitore della letteratura pulp. Inizialmente chiamato semplicemente Luthor era ritratto come uno scienziato pazzo che, dopo aver conquistato un imprecisato numero di paesi europei, si accingeva a scatenare una guerra mondiale. Venne ovviamente fermato da Superman per riapparire in futuro sotto varie guise. In questa sua iniziale incarnazione, molti rilevano anche una somiglianza tra Luthor e il professor Emil Smalley, protagonista del racconto "The reign of the Super-Man", somiglianza che si sarebbe accentuata nel momento in cui Luthor venne ritratto calvo per la prima volta.
Nelle sue prime due apparizioni, Luthor faceva infatti sfoggio di una fluente capigliatura rossa. Divenne calvo a causa di un errore di Leo Novak, all'epoca uno degli assistenti di Joe Shuster, che lo ritrasse così in una storia pubblicata su un quotidiano. La calvizie rimase senza venir spiegata in alcun modo per volere dello stesso Shuster che si trovava più a suo agio nel disegnare criminali calvi.
Nel 1960 Jerry Siegel, che nel frattempo con Superboy aveva introdotto le avventure giovanili di Clark, riscrisse le origini di Luthor in modo da includerne la calvizie. In Adventure Comics 271 ci viene narrato di come Lex Luthor, un giovane scienziato abitante di Smallville, salvi Superboy dalla Kryptonite. In segno di gratitudine, Superboy gli costruisce un laboratorio in cui Lex, per ringraziarlo, sintetizza un antidoto contro la Kryptonite. Il laboratorio va in fiamme a causa di un incidente, ma Superboy estingue l'incendio grazie al suo super-respiro, investendo però Lex di reagenti che ne causarono la permanente calvizie e il fallimento dell'esperimento in corso.
Convinto dell'intenzionalità del gesto da parte di un Superboy invidioso del suo genio, Lex giura per sempre vendetta.
Ovviamente il restyling operato da John Byrne negli anni '80 fece, per fortuna, piazza pulita di queste risibili motivazioni.
Volendo fare di Lex, un criminale che l'America degli anni '80 potesse capire, Byrne lo trasformò in uno spregiudicato uomo d'affari. Proveniente da una vita di stenti, Lex riesce a farsi strada nel mondo dell'alta finanza e vede in Superman l'unico individuo sul pianeta che non può comprare, minacciare o controllare, da cui l'odio quasi irrazionale nei suoi confronti.
Questa versione più "mondana" di Lex non è stata comunque esente da momenti di involontaria ironia, come quando in una storia scritta e disegnata dallo stesso Byrne, Lex scopre che Superman e Clark Kent sono in realtà la stessa persona. Incapace di comprendere come un individuo così potente si nasconda dietro la maschera di un uomo così debole, Lex attribuisce la scoperta a un semplice errore di calcolo del computer e decide semplicemente di ignorarla.
Nel corso degli anni, molti autori hanno considerato il Lex affarista troppo terreno, reintroducendo alcuni elementi del Luthor scienziato pazzo delle origini, dando vita ad un uomo di grande intelligenza e sfrenate ambizioni, alla costante ricerca di un modo per ottenere poteri simili a quelli del suo acerrimo nemico.
Resta da vedere sotto quale guisa lo presenterà Grant Morrison nella sua ventura reinterpretazione del mito di Superman. Un possibile indizio ce l'ha dato nel suo recente All-Star Superman, in cui rappresentava Lex Luthor come un uomo geniale ma vanaglorioso, che vede in Superman una minaccia alle potenzialità umane e, più probabilmente, un'ombra che toglie la giusta luce alle sue presunte gesta.

Riferimenti

Brian Cronin: Comic Book Urban Legends Revealed #79 - Resoconto delle prime apparizioni di Luthor




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