domenica 30 dicembre 2012

Rita Levi Montalcini (22.4.1909 - 30.12.2012)

Ciao Rita...

Rita Levi Montalcini

"Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente."


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lunedì 15 ottobre 2012

Un paio di considerazioni su Aces Weekly

In pieno secondo millennio, David Lloyd e i suoi compagni di ventura dimostrano come il fumetto possa approcciarsi alle nuove tecnologie senza dover ricorrere ad inutili effetti speciali


David Lloyd ne aveva parlato nel corso della sua conferenza all'Etna Comics di Catania appena un mese fa. La filiera distributiva nel Regno Unito è talmente contorta che, per realizzare un'antologia come si deve, il margine di guadagno per gli artisti è irrisorio, a meno di non far costare l'opera un occhio della testa...
Il problema è tutt'altro che banale, qui in Sicilia la storia è pressoché identica quando si parla della filiera agricola; purtroppo per i nostri contadini però le arance non si possono scaricare da internet, i fumetti invece sì...
È sotto questi auspici che nasce Aces Weekly, settimanale antologico pubblicato esclusivamente online da David Lloyd alla modica cifra di €7.99 ogni sette numeri.
Il prezzo dell'abbonamento sarebbe di per sé un'ottima ragione per sottoscriverlo, se poi si dà un'occhiata agli autori coinvolti l'iniziativa dovrebbe essere un successo assicurato.

Ma parliamo della rivista...

Come già detto il formato scelto è quello del settimanale. Ogni numero ospita sei storie, di cui cinque seriali e una autoconclusiva, ognuna di 3 pagine più svariati extra nella forma di bozzetti preparatori, per un totale di una cinquantina di pagine di cui venti di storie.
Alla rivista si accede, previa autenticazione, esclusivamente tramite browser, l'interfaccia è essenziale e intuitiva e la risoluzione ottima (ogni pagina può essere ingrandita fino a sei volte) e non c'è nulla da scaricare. Nessuna applicazione. Nessun file PDF. Niente di niente.
Se da un lato questa scelta mette gli autori al riparo dal rischio pirateria che comunque rimane (ma a questo punto bisogna affidarsi al buon senso dei lettori), garantisce anche i lettori sulla fruibilità della rivista, che potrà essere letta anche da chi non dispone dell'ultimo grido in fatto di tecnologia. D'altronde il fumetto è sempre stato un mezzo di espressione a basso contenuto tecnologico e va benissimo così! Gli autori ne sono consapevoli e non hanno infatti ceduto alle lusinghe di inutili effetti speciali.
In un buon fumetto, gli effetti speciali sono tutti nella tua testa.
Niente animazioni in flash, nessun motion comics, niente musica di sottofondo. Solo ottimi fumetti. Clicchi sulla freccia in basso a destra e cambi pagina. Fine della storia!

E parliamo delle storie...

Il sommario di questi primi tre numeri riflette appieno le intenzioni espresse da Lloyd nel corso dei vari incontri con il pubblico, quelle cioè di raccogliere il contributo di artisti provenienti da ogni parte del mondo senza imporre loro alcun vincolo di stile o di genere.
Abbiamo quindi il noir di "Valley of shadows" di David Jackson e David Lloyd, la fantascienza pulp di "Return of the human" di J.C. Vaughn e Mark Wheatley, quella più tradizionale di "Progenitor" di Phil Hester e John McRea, il fantasy di "Paradise Mechanism" di David e Kerry Hitchcock e l'introspezione di "Shoot for the moon" di Alain Mauricet e Alexandre Tefenkgi. Completano il sommario "Combat Colin" di Lew Stringer, "Harmony" di Estéban Hernandez e "Thrud the Barbarian" di Carl Critchlow.
Insomma, ce n'è davvero per ogni palato. E non è una frase fatta...

E quindi?

In un periodo come questo in cui non si fa altro che lamentarsi del prezzo della carta e in cui il fumetto digitale viene visto come un modo semplice per leggere gratis, lanciarsi in un'impresa simile è principalmente un atto di coraggio.
Confezionare una rivista come questa, con un'offerta così variegata e ad un prezzo così basso, pur sapendo che qualcuno forse storcerà il naso all'idea di dover usare PayPal per leggerla, abituato com'è a scaricare fumetti via torrent, è un atto di eroismo ma non solo.
Aces Weekly è soprattutto un atto d'amore per il fumetto, un mezzo espressivo, una forma d'arte che, in pieno secondo millennio, ha ancora molto da dire e da dare senza dover ricorrere, lo ripeto, ad inutili effetti speciali.
E allora l'amore di tanto in tanto va pur ricambiato, porca puttana!
In fin dei conti con €7.99 di questi tempi non si fa granché, tanto vale spenderli per sette settimane di ottimi fumetti.
Quindi per amor del cielo (o meglio, per amor del fumetto) non fate i pezzenti e abbonatevi!


The brushstroke logo is a registered trademark of David Lloyd. Used with permission.
All the stories are copyright of the respective authors.

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martedì 18 settembre 2012

Memorie di Etna Comics 2012

Non so in quanti ci credessero, ma alla fine Etna Comics è tornata per la seconda edizione.
Io la prima me l'ero persa, senza neanche disperarmi più di tanto in quanto temevo il poi verificatosi assalto dei cosplayer; a conti fatti mi venne detto che non mi era andata poi tanto male perché, se da un lato a quel primo appuntamento apparvero ospiti di prima grandezza come Simone Bianchi, i signori dell'organizzazione (probabilmente per guadagnare il più possibile) avevano pensato bene di non condizionare l'ambiente, con il risultato che il Centro Fieristico "Le Ciminiere" fu trasformato in un'involontaria sauna a tre piani.

Sia come sia, i giorni passano, il 2011 diventa 2012 e si avvicina la data della seconda edizione. In molti casi il secondo è l'anno della verità, anche perché le cazzate combinate il precedente (vedi alla voce "manca l'aria condizionata") non sei più disposto ad accollartele, fatto sta che, a voler essere sinceri, non mi ero granché interessato alla cosa fino a quando nel mio negozio di fumetti di fiducia un mio amico mi comunica che alla fiera ci sarà addirittura David Lloyd.
A quel punto non capisco più niente e da che pensavo di andarci giusto un giorno per dare un'occhiata, decido di abbonarmi all'intero evento.

Quella che segue è una lista niente affatto ragionata di quel convulso fine settimana....

14 Settembre 2012 - Primo giorno

Ore 10:00 - Al botteghino c'è già una discreta folla, io dal canto mio mi metto in fila in attesa che aprano i cancelli, avendo comprato il biglietto tre giorni prima.
Ore 10:43 - Aprono i cancelli(!!!)
Ore 11:10 - Arriva finalmente il mio turno di entrare. Consegno il biglietto e ricevo in cambio un braccialetto di colore nero che sono stato costretto a tenere per tre giorni di fila...
Ore 11:30 - Conferenza di apertura. Antonio Mannino, Alessio Riolo e Emanuele Viettina ci dicono quanto sono stati bravi l'anno scorso e quanto lo saranno quest'anno. A contorno Paolo Cossi, Lucio Parrillo e Vincenzo Salvo.
Ore 12:30 - Incontro con Emanuela Lupacchino. Si parla di Marvel, DC, Peter David e Jiro Taniguchi.
Ore 13:00 - Splendida conferenza di Alessandro Bottero e Gianfranco De Turris sui 60 della collana Urania. Parafrasando Carlo Fruttero secondo il quale un disco volante non sarebbe mai potuto atterrare a Lucca, Bottero ci illustra come oggi giorno potrebbe atterrare a Catania, discutendo insieme a De Turris di come sia cambiato l'atteggiamento di lettori e, soprattutto, editori nei confronti della fantascienza nel corso di questi sessant'anni. Avrei voluto fargli notare che a Catania un disco volante sarebbe stato preso d'assalto dai parcheggiatori abusivi ma ho preferito lasciar perdere...
Ore 13:40 (più o meno) - Panino al carrozzone
Ore 14:17 - Passeggiando tra gli stand incrocio una cosplayer vestita da Lara Croft e ne osservo ammirato lo splendido culo. È inutile che chiedete la foto, tanto non la pubblico...
Ore 14:30 - Ci avviciniamo all'area Live in attesa dell'arrivo di Eduardo Risso e ci soffermiamo a guardarlo lavorare. Così, giusto per goderci lo spettacolo...
Ore 15:00 - Incontro con Alfredo Castelli. Si discute della buonanima di Bonelli, del primo Mac giunto in casa editrice, di Martin Mystère (mai letto...) e di fumetto digitale.
Ore 16:30 - Anteprime Panini Comics con Marco Rizzo e i PagUri (al secolo Emiliano Pagani e Daniele Caluri). Si discute dell'inaspettato successo di Nirvana e delle imminenti novità Marvel Italia, in particolare dell'attesissimo AvX. L'incontro è più volte interrotto dall'annunciatrice che ci importuna con notizie di ascensori guasti e auto in doppia fila. La farsa si taglia col coltello... A conferenza finita il sempre disponibilissimo Marco Rizzo mi dedica una copia di Primo e discute un po' del più e del meno.
Ore 17:15 - Scappo come un forsennato per non far tardi ad un appuntamento di "lavoro"...

Fine del primo giorno.

15 Settembre - Secondo giorno

Ore 10:00 - Fila...
Ore 10:20 - Avendo il braccialetto al polso entro in cavalleria superando le transenne...
Ore 10:35 - Incontro la Contessa che mi intervista (mmeco...) per Radio Zammù (minuto 8), si fa dire chi intervistare e si fa convincere a comprare una copia di Peppino Impastato...
Ore 11:25 - Passeggiando tra gli stand incrocio Alessandro Bottero. Sono tentato di pronunciare il nome di Marco Rizzo giusto per vedere la reazione ma decido di lasciar perdere e continuare la passeggiata.
Ore 12:15 - Pausa panino al solito carrozzone col la succitata Contessa e alcuni spacciatori di anice...
Ore 13:00 - Incontro con David Lloyd. La sala è stracolma. Standing ovation all'ingresso di Lloyd che risponde a domande sulla sua carriera, su "Occupy Wall Street" e sul film di "V for Vendetta". Ci annuncia inoltre il suo nuovo progetto, vale a dire "Aces Weekly" rivista antologica distribuita esclusivamente in digitale per tablet e PC, nel tentativo di metterla in culo all'industria della distribuzione. Il primo numero esce il 30 Settembre. Considerato il sommario non posso non acquistarlo, sorge solo un dubbio: come farò a farmelo autografare? Sempre a proposito di autografi, l'annuncio che Lloyd non intende rispettare il limite proposto di un'ora per accontentare quanti più fan possibili viene accolto dalle comprensibili esclamazioni di giubilo.
Ore 13:52 - Mentre vado a recuperare un calvo all'entrata, incrocio lei: la cosplayer ufficiale (sì insomma, più o meno...) di Daenerys Targaryen, Prima del suo nome, Nata dalla Tempesta, Madre dei Draghi, Khaleesi dei Dothraki.
Ore 14:20 (all'incirca) - Passeggiando svogliatamente tra gli stand, scorgo (tra l'incredulità dei miei amici) David Lloyd di spalle che si gode gli originali di "Modotti" di Ángel de la Calle. Ci avviciniamo estasiati (noi non siamo degni, non siamo deeeegni...) e ci facciamo una foto in sua compagnia. Notiamo che ha già in mano un bicchiere di Nero d'Avola...
Ore 15:21 - Ancora in stato confusionale per l'incontro ravvicinato don David Lloyd ribecchiamo la cospalyer (davvero notevole...) di Daenerys Targaryen. Già che ci siamo, ci facciamo una foto anche con lei...
Ore 15:30 - Ci appropinquiamo in area firme in attesa di David Lloyd. Sul suo tavolo c'è una lista di nomi, un po' come alla posta, gira voce che gli schizzi verranno eseguiti ad estrazione. Nel dubbio inseriamo i nostri nomi, seppur scoraggiati da un membro dello staff che ci dice che quasi sicuramente la lista verrà ignorata. Sia come sia, ci mettiamo in fila...
Ore 16:00 - Il membro dello staff di cui sopra ci comunica che la lista verrà ignorata e che si seguirà la fila che si è formata.
Ore 16:30 - Arriva David Lloyd. Comincia a firmare autografi e realizzare schizzi a tutti i presenti...
Ore 17:30 - La fila comincia a scomporsi ed allargarsi, i soliti furbi cercano di infilarsi dalle posizioni laterali, gli animi si surriscaldano.
Ore 18:00 - La situazione degenera. Un paio di cretini decidono che bisogna ripristinare la lista e cominciano a chiamare nomi. Volano qualche spintone e svariati insulti. Troppo signore per dei porci come noi, David Lloyd continua a stringere mani, firmare autografi e realizzare schizzi. La lista viene distrutta. Dato l'orario inoltrato e la fila che non accenna a diminuire, dallo staff comunicano che, per evitare che qualcuno torni a casa a mani vuote (la fiera chiude alle 20:00), da quel momento in poi David Lloyd non farà più schizzi...
Ore 18:30 - In area firme arriva Eduardo Risso, io sono ancora in fila per Lloyd...
Ore 18:45 - Finalmente è il mio turno. Lloyd mi stringe la mano e si scusa del fatto di non poter realizzare uno schizzo per me. Io gli dico che va benissimo, un paio di suoi autografi faranno di me l'uomo più felice del mondo. Gli stringo nuovamente la mano e lui si raccomanda di supportare il suo nuovo progetto. Noto che durante tutto questo tempo, ha continuato a bere Nero d'Avola come fosse acqua...
Ore 18:50 - Sudatissimo (avrò perso sì e no due chili) mi metto in fila per Eduardo Risso che firma dediche e realizza schizzi confortato dall'esiguità della fila. Non ho fatto i conti con la sua maniacale meticolosità...
Ore 19:20 - Data la stanchezza e l'ora, Risso comunica che eseguirà solo dieci disegni. Indovinate un po' che è il dodicesimo della fila?
Ore 19:50 - Giunto il mio turno, ricavo due dediche, saluto e mi allontano.
Ore 19:55 - Mentre la sempre solerte annunciatrice ci fa presente che la fiera sta per chiudere vedo David Lloyd che raccoglie i pennelli al suo tavolo ormai deserto. Ha continuato imperterrito a firmare fino a 10 minuti prima. Mi avvicino per stringergli la mano, lui si scusa del fatto che non parla italiano e quando gli dico che comunque il mio inglese non fa esattamente pena comincia a parlare di quanto si diverta a venire in Italia e di quanto gli stia piacendo la Sicilia. Nonostante la stanchezza è un fiume in piena e cominciamo a parlare di diversi stili di vita, di politica e mass media, di internet, anarchia e live blogging, di Barack Obama e Mitt Romney, Pier Paolo Pasolini e rivoluzione. La conversazione dura più di mezz'ora, i membri dello staff mi guardano malissimo ma ovviamente non hanno il coraggio di venire a separarci. Alla fine ci stringiamo la mano e ci salutiamo. Torno a casa stanco ma soddisfatto. Non avrò ottenuto il mio schizzo, ma cazzo che serata!!!

Fine del secondo giorno.

16 Settembre - Terzo giorno

Ore 10:00 - Fila. Come prevedibile oggi c'è più casino del solito...
Ore 10:20
- Passeggio tra gli stand in attesa che inizi l'incontro con Eduardo Risso
Ore 11:25 - Risso arriva in area conferenze, scherza sull'esiguità del pubblico (la conferenza sarebbe dovuta essere alle 16:30 ma è stata anticipata di appena 5 ore...) e nell'attesa di cominciare, si fa una foto assieme a me.
Ore 11:30 - Comincia la conferenza. Il pubblico in sala è ancora relativamente poco ma alla fine, grazie all'insistenza dell'annunciatrice, si raccoglie un po' di gente. Si parla delle differenze tra il mercato nord e sud americano, degli sceneggiatori con cui vorrebbe e NON vorrebbe lavorare, di quanto poco sopporti i coloristi statunitensi e di quanto odi i supereroi. Finita la conferenza Risso torna allo stand della 001Edizioni per le dediche.
Ore 12:30 - Con un paio di amici ci avviciniamo allo stand Panini e facciamo quattro chiacchiere con il solito Marco Rizzo il quale ci dà l'inattesa notizia che quest'anno, complice il film sugli Avengers, gli albi americani vendono più dei manga (YEAH!) e che ha addirittura venduto un Thor di Walter Simonson ad una ragazzina di 15 anni (stica!)...
Ore 13:00 - Recupero un ninja disperato e ci facciamo un giro per la mostra. Mentre ci appropinquiamo all'area giapponese, dove è allestita una mostra dedicata a Riyoko Ikeda, incrocio niente popò di meno che i Lego Avengers....
Ore 14:20
- Mi rendo conto di non aver ancora mangiato. Mi avvio al solito carrozzone (e tre..), c'è una fila agghiacciante ma non è che ci sia molta scelta. Il mio intestino sentitamente ringrazia...
Ore 15:30 - Torno alla fiera (!!!). L'incontro con Claudio Chiaverotti è iniziato da un pezzo. Dal momento che non mi piace sedermi a cosa fatte, mi reco al piano di sotto dove, alla conferenza Tunuè, Giovanni Marchese ci parla di "Invito al Massacro".
Ore 16:00 - Finita la conferenza della Tunuè, comincia quella della 001 e Antonio Scuzzarella ci parla dei progetti futuri della casa editrice, lancia strali contro il sistema distributivo italiano e risponde ad un paio di domande.
Ore 16:30 - Mi reco in area firme per incontrare Luigi Siniscalchi, storico disegnatore di Dylan Dog. Come da politica Bonelli, non disegna, ma dedica una stampa da lui realizzata per l'occasione.
Ore 16:50 - Ritirato il mio esemplare, mi metto in fila per Miki Tori. Continuo a non sapere chi cazzo sia ma disegna vignette abbastanza carine ed è anche veloce.
Ore 17:10 - Mentre aspetto che Tori realizzi la mia vignetta, osservo una scena che ha dell'incredibile: un ragazzo chiede a Siniscalchi di realizzare uno schizzo di Groucho e lui, senza battere ciglio, lo realizza.
Ore 17:15 - Visto come vanno le cose, mi rimetto in fila per Siniscalchi. Va bene che non leggo Dylan Dog da anni, ma uno schizzo è sempre uno schizzo... Mentre aspetto pazientemente il mio turno, il tipo dello staff preposto all'area firme (lo stesso del giorno prima) ci chiede di liberare lo spazio attorno al tavolo di fianco a Siniscalchi, poiché alle 18:00 verrà qualcuno a firmare autografi ma non sa dire chi sia. Si sparge sommessamente la voce che possa trattarsi addirittura di David Lloyd...
Ore 17:25 - Giunge il mio turno. Molto cordialmente, Luigi Siniscalchi acconsente alla mia richiesta di realizzare uno schizzo di Dylan e Morgana, suo eterno amore/possibile madre.
Ore 17:30 - È tutto vero! In area live, dopo aver realizzato il disegno per l'asta di beneficenza, David Lloyd si è ritagliato un angolino dal quale realizza disegni estemporanei per uno sparuto numero di fan. Mi metto pazientemente in fila...
Ore 17:55 - Arriva il mio turno. Quasi svengo quando gli stringo la mano. Gli ricordo della nostra conversazione del giorno prima e lui ha la cortesia di dirmi che è stato un piacere anche per lui. Se mente, lo fa davvero bene. Rischio di perdere nuovamente i sensi quando mi consegna il disegno con dedica (CAZZO SÌ!!!) ma mantengo la mia ben nota compostezza, lo saluto e mi allontano...
Ore 18:10 - Scappo via per andare a prendere i miei genitori di ritorno da Terrasini
Ore 19:15 - Torno alla mostra giusto in tempo per vedere la fine dell'asta di beneficenza. Soccorro un mio amico che, essendo riuscito ad aggiudicarsi il disegno di Eduardo Risso, è in preda ad un attacco di panico...
Ore 20:30 - Finisce l'asta. Mi fermo a parlare con alcuni amici e nel frattempo ci dirigiamo verso l'uscita. Ho ancora il mio disegno di V in mano...
Ore 20:50 - Mentre mi dirigo verso la macchina, sento provenire dal palco il casino della gente che aspetta il concerto di Giorgio Vanni. Francamente non me ne frega un cazzo. Direi proprio che è ora di tornare a casa e cenare...

Fine del terzo giorno.

Bilancio del finesettimana? Nettamente positivo!
Cosa ne ho ricavato? Mezz'ora di conversazione con David Lloyd (e scusate se e poco...); la conferma che siamo una manica di porci (vedi secondo giorno...); uno schizzo di V (YEAH!!!), uno di Dylan e Morgana, una vignetta di Miki Tori (chi?) e svariate dediche; qualche litro di sudore, un'invidiabile carica batterica intestinale (per gentile concessione di tre pranzi dal carrozzone) e la curiosità di vedere cosa saranno capaci di combinare nel 2013...



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giovedì 19 aprile 2012

Dico ma scherziamo?

no-win7
Ieri ho comprato un nuovo portatile. ASUS, ovviamente.
Non sto qui ad annoiarvi con dettagli tipo RAM e CPU, tanto lo so che non capireste un cazzo, vi basti sapere che vale ogni euro speso.
D'altronde, dopo la morte per annegamento del mio vecchio ASUS, regalo di laurea e ricordo di giorni migliori, andavo avanti più o meno bene col fisso, che per carità si difende ma è tenuto assieme letteralmente dallo scotch.
Alla fine non ho più potuto procrastinare e ho fatto la follia.
Seguono le solite operazioni di routine, disimballaggio, contemplazione  e annusamento dell'oggetto, prima carica della batteria e, infine, l'accensione.
Ultimato il setup di Windows 7 vengo salutato dal messaggio di sistema dell'utility di ripristino ASUS che mi invita a creare i dischi di riacvvio del sistema, operazione oggigiorno pressoché obbligatoria visto che i signori produttori hanno pensato bene di non includere più il caro vecchio CD o DVD del sistema operativo e il caro vecchio CD di driver e utility varie. Clicco quindi sul tasto "avanti" e mi trovo di fronte ad una finestra recante il seguente messaggio "preparare cinque DVD scrivibili, l'operazione di backup potrebbe richiedere alcuni minuti".
Cinque DVD? 20 GB per masterizzare cosa? E il bello è che a modo loro si tratta pur sempre di un'immagine compressa, visto che al momento l'hard-disk del portatile ha occupati la bellezza di 50 GB, utilizzati si suppone da Windows 7, dai driver e dalle quattro cazzate preinstallate.
E poi la gente si chiede come mai mi affretto a disinstallare Windows ogni qualvolta ho un nuovo computer a disposizione.
Meno male che tra una settimana esce Ubuntu 12.04...


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Il ritorno di Arjen Anthony Lucassen

Quando si dice la sincronicità.
Giusto ieri mattina parlavo dell'album con un mio amico al negozio di fumetti e neanche mezz'ora fa il sempre informatissimo Mangoo mi gira il video promozionale della title-track.
Se non si fosse ancora capito sto parlando di "Lost in the New Real", nuovo album di Arjen Anthony Lucassen, in uscita il 23 Aprile. A voler essere pignoli potremmo quasi definirlo il primo disco di Lucassen.
Dopo aver splendidamente concluso il progetto Ayreon, prodotto il disco del suo nuovo gruppo (i Guilt Machine, non male ma neanche eccezionale) ed aver rilasciato il secondo album con gli Star One (che francamente mi ha lasciato un po' freddino), Arjen Lucassen firma il suo primo album da solista con nome e cognome dopo quasi vent'anni, vale a dire dopo "Pools of Sorrow, Waves of Joy" del 1994, in cui si firmava semplicemente Anthony.
Devo dire che il pezzo non mi dispiace affatto e quasi quasi potrei anche pensare di ordinare il disco.
Insomma, mica posso scaricare tutto, no?




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domenica 15 aprile 2012

Me la bullo con David Foster Wallace

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In quei giorni felici in cui abitavo ancora in Belgio, con i miei colleghi avevamo l'abitudine di celebrare una roba chiamata "Secret Santa", sostanzialmente estraevamo a sorte il nome di uno di noi a cui dovevamo poi fare il regalo di Natale, cercando di non farci sgamare subito.
Nel 2008, almeno credo, mi toccò in sorte di fare da Babbo Natale al mio conterraneo Andrea, al quale regalai Infinite Jest di David Foster Wallace. All'epoca ignoravo chi fosse, oggi so solo che è morto suicida, ma il libro era nella sua wishlist di aNobii e mi sembrò una buona occasione per fargli avere un oggetto che, date le dimensioni (1400 pagine...), difficilmente avrebbe comprato di sua sponte.
Dove sto volendo andare a parare? Semplice, io di DFW continuo a sapere solo che un bel giorno si è appeso ad una trave di casa, Andrea invece, come diciamo a Catania in queste occasioni, "ci è rimasto", al punto da dedicare un sito al capellone suicida tramite il quale ha anche organizzato una lettura collettiva di "Pale Winter", opera postuma dell'autore prematuramente scomparso. Il sito, come e ovvio aspettarsi, raccoglie principalmente interventi di e su DFW, la sua vita e le sue opere.
Ed e qui che entro in gioco io...
Mentre mi godevo la lettura di "Dolori Fantasma", nuovo volume di Hellblazer partorito dalla premiata ditta Milligan/Camuncoli, mi cade lo sguardo su una vignetta di pagina 60 in cui si nota Infinite Jest far bella mostra di sé nella libreria di Epiphany, neo-moglie di John Costantine.
epiphany-constantine-infinite-jest
Infinite Jest nella libreria di Epiphany
Essendo Andrea un fine intellettuale è solito non prestare attenzione a queste "cazzate" ma visto che non sembrava essersene accorto nessuno mi è sembrato il caso di fargli notare l'omaggio, cosa che lui ha prontamente riportato nel suo lodevole sito.
A quanto me la bullo....


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mercoledì 11 aprile 2012

Me la bullo con i templates

Mentre continuo a spacciarmi per webmaster e a scrivere su giornalini di quartiere, trovo il tempo per aiutare imbecilli a trovare il loro spazio sul moribondo web 2.0 e cazzeggio un po' con i nuovi template di blogger.
Alla fine la scelta cade sul nuovo "Magazie dynamic view" (oh yeah!) e devo dire che a colpo d'occhio non sembra niente male. A primo acchito quest'ammasso di cazzate sembra quasi avere un senso, certo poi uno commette l'errore di leggere e l'incanto si spezza...
Passando ad altro, continuo imperterrito a inviare curricula che nessuno leggerà e a partire da domani dovrei cominciare la mia collaborazione con il Policlinico Universitario.
Poveri loro...

sabato 24 marzo 2012

Interview with Gary Friedrich, creator of the Ghost Rider

For the last five years Gary Friedrich, creator of the Ghost Rider, has been fighting a legal battle against Marvel Comics to see his rights acknowledged

Clicca qui per leggere l'intervista in italiano.

Gary Friederich Ghost Rider
Thanks to the two Ghost Rider movies, even people who are not familiar with the comic-book character are well-aware of Johnny Blaze's struggle to regain his soul.
In recent years, however, another battle has been fought by Gary Friedrich to see his rights acknowledged.

The character of Johnny Blaze is in fact the brainchild of Gary Friedrich, who invented it in 1968 and published its origin story three years later in the fifth issue of Marvel Spotlight, assisted by co-plotter Roy Thomas and artist Mike Ploog.

In 2007, with theatrical release of the first Ghost Rider movie approaching, Friedrich sued Marvel Comics and Sony Pictures claiming that he regained the copyrights to Ghost Rider in 2001, pursuant to federal law. since Marvel Comics never registered the work with the U.S. Copyright Office.

After five years of legal battles, U.S. District Judge Katherine Forrest has ruled in favor of Marvel Comics because of the legal clauses printed on the reverse side of the checks accepted by Mr. Friedrich in compensation for his work. Clauses entailing the waiver of any future rights.

Meanwhile, a lawsuit filed by Marvel Comics against Mr. Friedrich has once again settled in favor of the publishing house, thus obliging the author to pay $ 17,000 in damages for having wrongly used the name of the character to his advantage.

In a recent interview with Comic Book Resources, Marvel's CCO Joe Quesada and Marvel's President Dan Buckley, shared their point of view on the case.

I contacted Mr Friedrich for Lavika Web Magazine to let him share his perspective of the situation.

Gary Friedrich
Gary Friedrich, creator of the Ghost Rider
Would you like to introduce yourself to our readers?

Hi. I'm Gary Friedrich, creator of the Ghost Rider

Could you please recollect the events that led to the first appearance of Ghost Rider in Marvel Spotlight #5? What was your role in the creation of the character? And what was the role of Roy Thomas and Mike Ploog?

I can't say much about this as my lawsuit against Marvel is still in litigation.  I can say that I created the character over a period of years and that Roy and Mike became involved years after I came up with the initial concept.

Could you summarize the motivations behind your litigation against Marvel Comics?

I can't talk about the lawsuit.

The recent developments of the litigation resulted in a great solidarity towards you from the comics community, with Neal Adams and Steve Niles being particularly actives in raising awareness and gathering support for your cause. Are you currently in contact with them or any of the other artists involved in their initiative?

I am in regular contact with Steve who did a fabulous job raising funds for me.  I haven't heard from Neal though  I am of course very grateful for his efforts in my behalf.  I should also point out that I received considerable help from The Hero Initiative and recommend that all fans support them generously.

In a recent interview with Comic Book Resources, Marvel's CCO Joe Quesada and Marvel's Publisher Dan Buckley expressed their point of view on the case. Have you read this interview? If so, would you like to share a comment on it?

I have read their comments but have no comment at this time.

The second Ghost Rider movie has been met with great disappointment by film critics. Did you have any chance to see it? If so, what is your opinion on it?

I haven't seen the second movie.  I didn't feel I could go see it myself while my fans are boycotting it.

Now that Marvel has prevailed in the lawsuit and it's asking you to pay $17000 in damage, what is going to be the next move in your legal battle?

We are appealing.

Facsimile of a check used by Marvel
Facsimile of a check used by Marvel in 1986
This is not the first time an author is facing legal troubles because of the checks he signed in the past. As a matter of facts, printing terms and conditions in the back of the checks given to authors was a fairly common practice among comic-book publisher until well into the 80's. Among other things, this was in fact one of the reason why DC Comics and Warner Bros were refusing to pay royalties to Jerry Siegel and Joe Shuster, creators of Superman. At the time the authors sued DC Comics and its corporate parent and, after years of legal struggles, gained their much-deserved victory.

It tis then really sad to see how, many years later, justice still turns in favor of the publishers, citing the implicit acceptance of the terms printed on the checks and forgetting that back then there were no real alternatives to those kind of conditions  for a comic-book author.

If we then consider that the first Ghost Rider movie has grossed more than 200 million dollars worldwide and the second, opening today in Italian theaters, has already passed the 100 million dollars, the demand of 17000 dollars in damages, a pittance for Marvel but a huge amount of money for an author who has not worked for years, seems almost like a retaliation.

The comic-book community has always been a really tight in facing these kind of adversities, the case of Gary Friedrich being just one of many cases that saw comic-book authors gathering together to help a colleague in need. In the last twelve years the Hero Initiative has been providing assistance to authors facing health and economic difficulties.

There is a strange similarity between the story of Johnny Blaze and that of Gary Friedrich: they both have signed a wicked deal and they are both fighting for their freedom. Fortunately Gary Friedrich is not facing this struggle alone...

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martedì 6 marzo 2012

La Cazzata del giorno - Speciale: Primarie a Palermo

Faraone sorpassa la Borsellino alle primarie di Palermo ma non aveva messo la freccia. Tolti due punti dalla patente...

Alle primarie di Palermo Faraone sorpassa la Borsellino ma le acque del Mar Rosso si chiudono e lui muore annegato...

Faraone alla Borsellino: "Se le vinco le primarie di Palermo moriranno tutti i primogeniti d'Egitto!"

Alle primarie di Palermo non sono ancora stati scrutinati i seggi più popolosi: Monte Mario e Librino...

Dirigente del PD friulano denuncia brogli alle primarie di Palermo: non sono state scrutinate le schede di Cordenons!

Primarie di Palermo - Faraone: "Contro di me i poteri forti dell'antico testamento"


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venerdì 2 marzo 2012

Ladri, puttane e bestemmie. Gesù Cristo secondo Lucio Dalla.

Articolo originariamente apparso su Lavika Web Magazine

L’artista morto ieri a Montreux avrebbe compiuto 69 anni tra due giorni. Com’è infatti noto a tutti, Lucio Dalla è nato il 4 Marzo 1943, come ci viene ricordato da quella che è certamente la sua canzone più celebre. Il brano, scritto a quattro mani con la poetessa  Paola Pallottino, è ormai entrato nella coscienza collettiva degli italiani, soprattutto per quel suo finale:
“E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino“.

Ma erano poi davvero questi i versi conclusivi della celebre canzone?
Ovviamente no.

La canzone che Lucio Dalla presentò alla RAI in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo 1971 finiva in maniera completamente diversa. Provocatoria sotto certi aspetti, profonda sotto altri, la canzone, ormai lo sanno anche i muri, terminava con i versi:

“E ancora adesso che bestemmio e bevo vino, per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino“.

Non so se Dalla credesse in Dio, ma di sicuro conosceva Gesù e in quei versi ha dimostrato di aver compreso più lui della sua natura che l’intera Chiesa Cattolica.

Quello di Dalla è infatti un Gesù umano, ben lontano dal Cristo fantascientifico che muore e risorge all’occorrenza, quel tanto che basta per vendere qualche copia in più di un libro che molti hanno in libreria ma che pochi leggono.

Il Gesù di Dalla è carne e sangue, umile tra gli umili, uomo che soffre tra gli ultimi della terra. È il Gesù di De André e di Don Gallo, ma la Commissione di Ascolto della RAI (all’epoca la parola “censura” non piaceva…) non sapeva che farsene di un simile Cristo e la canzone fu accettata condizionatamente alle modiche che sappiamo essere state apportate ai versi conclusivi.

A quelli e al titolo.

La canzone si sarebbe dovuta chiamare, per l’appunto, “Gesù Bambino” ma anche quello fu considerato un fattore sconveniente, d’altronde si sa, parlava pur sempre di una ragazza madre

In un’Italia cattolica per educazione e non certo per cultura, la canzone nella sua forma originale fece la sua comparsa in RAI solo agli inizi del nuovo millennio, quando Lucio Dalla la cantò da ospite ad uno degli ultimi Festival di Sanremo condotti da Pippo Baudo.

E sono quelle le uniche frasi cui voglio pensare nel ricordare l’artista scomparso…

giovedì 9 febbraio 2012

Che ci crediate o no, mi sto sbattendo come un mulo

Ovvero: aggiornamenti non richiesti sulla mia vita di tutti i giorni...

Incredibile a dirsi, gli ultimi mesi sono stati alquanto movimentati, al punto che non sono più nemmeno tanto sicuro che la diminuizione di minchiate su questo blog sia dovuta alla troppa pigrizia o ai troppi impegni.
Fatto sta che di cose al momento ne sto facendo un bel po'.
In ordine sparso, niente affatto cronologico e usando rigorosamente l'indicativo presente, ecco una più o meno completa lista di cosa mi sta tenendo impegnato di questi giorni:
Ci manca solo che mi metta a riparare cucine a gas e a molare forbici e coltelli e sono veramente al completo.
Dove mi condurrà questo mare magnum di attività?
Francamente lo ignoro, tanto si sa, ormai il posto fisso è diventata una chimera...


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domenica 29 gennaio 2012

Qualcuno ha paura della fica...

Qualche giorno fa, mentre discutevo con un amico su come dare una nuova identità al giornale online con cui collaboro, mi è venuta un'idea per una battuta (neanche tanto originale) su tutto il casino che ruota in questi giorni attorno al maledetto spread BTP-Bund.
La metto subito in pratica e pubblico sul mio profilo facebook questa foto:

OK, mi sono ufficialmente rotto le palle! Da adesso, l'unico spread di cui voglio sentir parlare è questo! Va bene?

Ovvio l'accostamento (almeno per chi abbia studiato un minimo...) tra il significato oggigiorno più diffuso del termine e una delle accezioni del verbo "to spread", inteso appunto come "aprire", "allargare".
Tra l'ilarità generale dei miei amici,il post ha generato anche due commenti da parte di perfetti sconosciuti:
  • Una madre (che ad onor del vero era una mia ascoltatrice radiofonica...) che lamentava il fatto che il figlio undicenne potesse vedere la foto
  • Un uomo indignato (la cui identità onestamente ignoro...) che mi intimava di eliminarla.
Alcuni miei amici mi avevano detto che in effetti la foto era, a loro avviso, un po' forte e che sarebbe forse stato il caso di  di coprire le pudenda della ragazza con leziosità quali stelline o cuoricini...
Ma perché avrei dovuto fare un simile scempio?
È una bellissima ragazza e non vedo perché deturparne l'immagine con simili idiozie.
Certo, forse ce l'ha un po' larghetta, ma che vi posso dire, si vede che si è data da fare, d'altronde è maggiorenne e chi sono io per giudicare?
Ma a quanto pare qualcuno la briga di giudicare se l'è presa, tant'è che l'indomani, alla mia prima connessione, vengo salutato da una pagina di notifica che mi avverte che la foto è stata eliminata in quanto violava le condizioni d'uso di facebook e, dopo avermi invitato a leggere le suddette condizioni, mi fa procedere verso la pagina del mio profilo.
Tutto ok dite voi?
Mica tanto.
Certo, la foto era forse un po' eccessiva e certamente violava i termini di servizio di facebook, peccato che questo sia un coacervo di gruppi pro-Riina, pro-casalesi, xenofobi e antisemiti che solitamente non destano alcuna indignazione a meno che non vengano notati da qualche anima bella della stampa nazionale che, a corto di notizie da riportare, se ne esce con qualche titolone sensazionalista scatenando l'indignazione popolare.
Scattano dunque campagne d'informazione, interrogazioni parlamentari, raccolte di firme e finalmente, dopo qualche mese, il gruppo in questione viene (giustamente!) rimosso d'autorità.
Una fica, d'altro canto, sparisce dopo dodici ore...
Devo dedurne che una dona nuda crei più disagio del razzismo?
Per adesso mi limito a registrare che qualcuno abbia seri problemi, ma dubito di essere io...


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sabato 28 gennaio 2012

File-sharing as a religion, do we really need it?

An interview with Isak Gerson, founder of the Missionary Church of Kopimism


Per leggere l'articolo in italiano cliccate qui.

In these days, the discussion about the nature of copyright in the Internet era has been more heated than ever with ever-increasing attacks on peer to peer networks from copyright supporters.
As usual, we see two diametrically opposed approaches to the topic; a repressive approach, usually implemented by governments, and the more open and positive one implemented by citizen and associations.
On the first front we've seen the seizure of The Pirate Bay, the proposition of restrictive laws like US' SOPA and Italy's “Fava Bill” and the closing of MegaUpload.
On the other side of the trenches we have movements like Richard Stallmans Free Software Foundation and Lawrence Lessing's CreativeCommons, trying to provide legal alternatives to the copyright system through a series of licenses having a greater flexibility and being then more suitable to the peer-to-peer era.
More recently, the defense of file-sharing as an individual freedom has taken a new, unexpected form: the religious one; it is in fact recent news that Sweden has officially granted religious state to Kopimism.
Founded by Isak Gerson, a nineteen years old philosophy student at Uppsala University, the Missionary Church of Kopimism includes the circulation of knowledge and exchange of information among its sacraments.
Mostly dealt as a simple curiosity by Italian press, the news of the birth of this new religion has spread rapidly over the Internet, making the church's website inaccessible for a couple of weeks.
Rather than speaking from hearsay or reporting someone else's news, I decided to contact Isac directly to let him advocate his quite characteristic point of view.

Could you please introduce yourself and The Missionary Church of Kopimism to our readers? What are the long and short-term goals of the Missionary Church of Kopimism? What is the role of the Op, the Kopimist Priest?

I'm Isak Gerson, the elected chief missionary of the Church of Kopimism. Our goals are mostly to practice our spiritual practices, our copying, together.

How many followers do you have both in Sweden and abroad? What is the organization and the hierarchy of the church? How are the sections of the Church organized abroad and what should one do to join the movement?

We have about 6000 members. We don't register nationality, so I can't tell where they live. We try to be as flat as possible, so all hierarchy is mostly formal. We have a board and a chief missionary, but that's it. We organize mostly through our IRC channel #kopimi on irc.telecomix.org. One can register on the website kopimistsamfundet.se.

According to Kopimism the circulation of knowledge is sacred and all information should be freely distributed. Furthermore "The absolute secrecy is holy in the church of kopimism". What happens if an information is also an evidence of a crime being committed? What should the Op do? Protect secrecy or inform competent authorities?

The Op have a pledge to keep secrecy, just like priests in many countries.

Kopimism being a religion, it is supposed to have specific and formal rituals. Can we consider downloading a file whatsoever as a ritual for the Missionary Church of Kopimism? If so, doesn't this create a legal conflict? I.e.: Kopimism is a legal religion in Sweden, yet one of its ritual (e.g.: downloading copyrighted material) can be prosecuted, both in Sweden and abroad. Could you please elaborate on that?

We don't care much for copyright. Very few people care about copyright these days, but we're actively opposing copyright and are engaged in ignoring it in our practices. We try to keep under the radar from the police by encrypting our communication and keep our meetings secret.

What is your role (and the role of the church you represent) inside the Swedish Piratpartiet? And which role does Pirate Bay have both inside the party and inside the church?

The church have no connections to Piratpartiet. I've got some small tasks here and there, but nothing big. We have no connections to The Pirate Bay, but we think they're really cool.

Since we are talking about the freedom of sharing information, why didn't you join CreativeCommons or Copyleft movements, rather than founding a Church?

First of all, we're not a political group, we're a religious group. I'm active in political groups too. Second, the copyleft movement is a movement built on copyright. There's nothing wrong with it. I think the copyleft movement is really important. But it's not the way I want to work. I want to abolish the copyright system as a whole. In that struggle, I want to deter from copyright as much as possible.

What is your opinion on SOPA and the recent actions against MegaUpload?

I think SOPA and the copyright industry as a whole is making it more and more clear that internet and copyright is a paradoxical pair. They can't coexist. We took part in the general internet strike against SOPA.

According to you, is anything going to change in copyright laws in the next ten years?

I don't think we should focus too much on the laws. The laws can be circumvented. What we should do is to make more people copy. Some day, the house of cards we call "copyright system" will fall.

What can I say? He surely has clear ideas, but the peremptoriness of some of his answers and the elusiveness of others could cause some concern, as well as the easiness with which he invites us to circumvent the laws. His points of view may even be understandable if we look at the problem from his unique perspective and this should make us ponder over the inherent risks of this kind of operations.
A pioneer of the Copyleft concept like Richard Stallman has been often deemed a fundamentalist for some of his Manichean positions (just think what he recently said about the death of Steve Jobs) although he has always been working inside the system, providing licenses acting as legal alternatives to traditional copyright, granting thus developers the freedom to choose how to distribute their software.
If someone like him can be called an extremist, what should we say then of people who, like Gerson, would like file-sharers to be considered religious persecuted also demanding that the exchange of a file whatsoever should happen in an almost sectarian secrecy?
Furthermore, this line of thinking basically denies authors (whether they are writers, musicians, developers etc.) the right (and thus the freedom) to choose whether to protect or not their work, almost turning them into members of an adverse religion who should be overthrown by a liberating jihad.
In conclusion, I fear turning file-sharing into a religion is likely to ridicule a way too serious problem or, even worse, to exasperate an already dangerously heated debate.
The current copyright system is clearly antiquated and unfit to manage the current content delivering technology, but it is not introducing unnecessary sacraments that things are going to change.


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mercoledì 25 gennaio 2012

Ebbene sì, io ce l'ho pronunciato...

Prima o poi la cosa doveva saltar fuori.
I maliziosi che pensano mi stia vantando della mia virilità stiano calmi, sto parlando del mio interesse scientifico...

Per farla breve, circa due mesi fa vado in quel di Gent, ridente cittadina Belga per sostenere un colloquio.
Viaggio come sempre a mie spese, consolato se non altro dal fatto che ho l'occasione di rivedere un po' di vecchi amici, e il 21 novembre mi presento alla sede del colloquio tutto bello azzimato.
Si parla delle solite cose, dei miei pregi e dei miei difeti, dei miei obiettivi a breve e lungo termine, della mia esperienza e così via. Mi fanno visitare laboratori e clean room e mi salutano con la solita formula del "le faremo sapere"...

Il 22 Dicembre mi viene spedita la seguente email.

Se date un'occhiata un minimo approfondita, non potete non notare la seguente frase: "Abbiamo scelto un candidato con un interesse scientifico meno pronunciato del tuo".

MA CHE CAZZO VORREBBE SIGNIFICARE?

Voglio dire, stavano cercando un chimico, di cosa mi sarei dovuto interessare, di pornografia filippina?
Questa risposta suona un po' come una ragazza che non te la dà perché ce l'hai troppo grosso. A me di solito dicono che devono lavarsi i capelli. Tranne una volta, in cui una tipa mi ha detto che aveva i pidocchi alla fica e aveva paura di contagiarmi, ma questa è un'altra storia...
Di certo questo è comunque (a livello professionale) il rifiuto più creativo ricevuto fino ad ora.
Al secondo posto si colloca la responsabile risorse umane di una ditta olandese, la quale disse che non mi assumevano perché avevo una mentalità troppo analitica. Probabilmente era un modo estremamente contorto per dirmi che me la stavano buttando al culo...

Che dire, la vita continua e in questi giorni non sto esattamente rimanendo con le mani in mano. Qualcosina forse bolle in pentola, ma anche questa è un'altra storia...


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