martedì 10 giugno 2014

Deliri post-etnei

Vale a dire una sconnessa serie di considerazioni su un finesettimana lungo a base di fumetti, brindisi, bevute, gelide nuotate e quant'altro...

 

Per chi non se ne fosse accorto, sono pasati due giorni dalla fine di Etna Comics. Quest'ultima edizione è stata per me (per una serie di ragioni contingenti) talmente convulsa che per riordinare le mie seppur poche idee mi ci è voluto fino ad oggi, sia come sia, cominciamo...

Premessa


Quest'anno, volendo fare le cose sempre più in grande, mi viene la felice idea di spargere la voce tra forumisti per cercare di organizzare una ripariata un po' più grossa del normale. Come se non bastasse, vengo contattato da Matteo, forumista torinese che mi chiede di far dedicare a suo nome alcune delle stampe che la Bonelli dona in occasione delle fiere.

Questi due eventi, insieme ad altri, avrebbero concorso a rendere quello della fiera uno dei finesettimana più convulsi della mia vita....

Primo giorno


Come lo scorso anno, anche questa volta riesco ad estorcere un accesso stampa (cosa non si fa pur di risparmiare qualche euro...) con il risultato che alle 9 sono già in fila sul retro per recuperare il maltolto. Devo dire che quest'anno il pass in questione è davvero fico...

Complice whatsapp, io e il solito Massimo Oliva (che non è Franco Lana ma chi si accontenta gode...) riusciamo anche a coordinarci con un paio di forumisti, eccezion fatta per chi ha cellulari antidiluviani. Grande commozione quando scopriamo che anche gli admin sono esseri umani. Potrei mostrarvi il suo volto, ma ne va della mia vita, ergo evito...

In attesa che si aprano le danze, passo dalla stand Hazard dove saluto il buon Gianni Miriantini e Paolo Cossi che quest'anno ha ben pensato di portare con se la sua ragazza, per la prima volta in Sicilia, dimenticando (o forse rimuovendo) il fatto che avrebbe incontrato questi due dementi...

Gente poco raccomandabile a Etna Comics

Avrei un paio di volumi da acquistare, ma essendo un idiota ho dimenticato il portafogli a casa ergo rimando all'indomani....

Si avvicina l'ora della conferenza di apertura e, con grande sollievo di Gianni e compagnia, ci accomiatiamo.

Ultimata la conferenza andiamo in area Talent Scout dove un affabile Giuseppe Palumbo intrattiene il pubblico parlando del suo lavoro, di matematica esadimensionale e di altre amenità. Ultimata la conferenza, lo importuno riuscendo infine ad ottenerne un disegno di Ramarro e una denuncia per stalking.

È quasi l'una e mi vedo costretto a scappare. Lo so, ci sono ancora due sessioni di firme e la conferenza sui 75 anni di Batman ma io sono testimone di nozze (CAZZO!!!).

Scappo alla volta della Trezza, mangio, mi lavo, mi do un aspetto presentabile e mi dirigo in quel di Santa Tecla.

Ebbene sì, ho fatto da testimone di nozze insieme a questi due...


Sposo e sposa tardano ad arrivare ma alla fine ce la fanno (o quanto meno non cambiano idea). Tra il sacerdote che ha una voce da banditore, selfie idioti e battute grevi la farsa si taglia col coltello. Momento clou della cerimonia: il sacramento dell'eucarestia, quando il prete mi guarda, guarda gli altri due testimoni e passa oltre. È in momenti come questi che capisci di aver vissuto una vita giusta. Se il mio cellulare non fosse già quasi scarico (spacch'i smartphone...) scriverei il tweet del secolo ma non si può avere tutto....

Conclusa la cerimonia tra baci, abbracci, lancio di riso e un fotografo cui avrei volentieri dato fuoco, testimoni e sodali vari ci dirigiamo ad Acireale per un aperitivo (non avendo ricevuto l'ostia ero un tantino affamato...) per poi raggiungere la sede del banchetto nuziale dove la serata passa allegramente tra calici di vino, urla, mangiate di pesce, bambini che piangono, torte, semifreddi, caponate, risotto ai gamberi e una sfida di brindisi in rima baciata in cui massacro LETTERALMENTE i cugini della sposa (YEAH!!!!).

La serata volge al termine ma non ancora la mia giornata, decido dunque che si è fatta l'ora di dirigermi nuovamente verso casa.

Non fu sera né mattina, ciononostante fu comunque il secondo giorno


Come dite? Si è avverata una delle profezie di Medjugorje? Figuratevi se credo a queste ciarle millenariste, il fatto è che tornato a casa dalle celebrazioni ho giusto il tempo di prendere i miei genitori per accompagnarli all'aeroporto, salutarli in vista della loro crociera nordica (bella vita, eh...), andare a Catania, stendermi a letto per un brevissimo sonno (a stento un'ora) e dirigermi nuovamente alla volta della fiera.

Giungo in stato semicatatonico al solito stand della Hazard e acquisto i volumi che mi ero ripromesso complici anche lo sconto fiera e l'immeritata gentilezza di Gianni Miriantini. Nello specifico acquisto "Un gentiluomo di fortuna", "L'uomo più vecchio del mondo" (Ultima fatica di Paolo Cossi) e "Profili di donna" che lascio allo stand per farmeli dedicare (sì, sono il solito mendicante...).

Giro per la fiera in stato di incoscienza tra file per le stampe Bonelli, amici che mi chiamano per dirmi che sono in fiera e mi chiedono di far loro da balia e cosplayer vari ma trovo comunque il tempo di posare per la nuova copertina di Dylan Dog.


Rupert Everett fammi una sega
Già che sono in tema di Dylan Dog, passo allo stand Bao dove Alessandro Bilotta (autore di alcuni dei migliori volumi della nuova collana Bonelli "Le Storie") sta presentando l'edizione da libreria della sua famosa trilogia dei morti viventi. Mi soffermo a parlare con lui rimanendone profondamente e positivamente colpito e alla fine ottengo numero quattro dediche, tra gli albi in mio possesso e quello appena acquistato. Momento di ilarità misto ad imbarazzo quando il solito Oliva porge uno dei suoi albi al cui interno faceva bello sfoggio di sé il santino elettorale di una nostra amica per le amministrative dello scorso anno. La cosa avrebbe avuto interessanti risvolti il giorno dopo...

Durante lo spazio firme mattutino, pur se disperato per aver dimenticato a casa la mia copia de "La gabbia", riesco ad ottenere uno splendido Don Zauker da un cordialissimo Daniele Caluri (#AngeloSuca...).

Nel casino generale mi perdo una marea di conferenze ma riesco comunque ad assistere a quella di Don Alemanno e Giacomo Bevilacqua e a quella di Greg Capullo, dove finalmente scopriamo (tra le altre cose) le motivazioni dietro la ritrosia dell'artista americano a fare sketch in pubblico.

Giro per la fiera recuperando qualche altro disegno e intorno all'una, memori delle file mostruose per David Lloyd, ci avviciniamo all'area firme in attesa dell'arrivo di Milo Manara. Si avvicina l'ora delle firme e vengono finalmente scoperte le targhe ai tavoli: ORRORE!!!! Siamo nella fila sbagliata. Non mi perdo d'animo e, lasciato Massimo in fila per Leo Ortolani (niente di personale Leo, ma Manara quando mi ricapita?) mi dirigo verso la fila di mio interesse e, con catanese nonchalance, guadagno la decima posizione partendo dalla cinquantesima.

Il Maestro arriva, mi dedica i volumi e mi stringe la mano sotto gli occhi di una discinta signorina cui è meglio non dire cosa farò con quella mano da li a qualche ora...

Stretta di mano con Leggenda
In Sala Polifemo assistiamo alla prima edizione degli "Etna Comics Awards" (e speriamo che abbiano vita più lunga del "Premio Francisco Solano-Lopez"...) e osserviamo Roberto Recchioni ricevere il premio tributato a Dylan Dog tra il giubilo e il tripudio dei presenti. Vabbeh, più o meno...

Ancora in stato confusionale raggiungo lo stand Hazard dove Paolo Cossi mi consegna i tre volumi precedentemente acquistati impreziositi da tre disegni.

La dedica su "Un gentiluomo di fortuna"

La dedica su "L'uomo più vecchio del mondo"

Paolo ha letteralmente superato sé stesso nella dedica in seconda di copertina di "Profili di donna". Ora, io ve la mostrerei volentieri ma ne va della sua vita, ergo evito. Ebbene sì, a Etna Comics si rischia la vita ogni giorno...

Si è fatta una certa ora e sebbene giri l'idea di prendere una birra tra amici e forumisti vari io sono veramente in stato pietoso e decido che è meglio volgere verso casa. Nel casino di questi due giorni non ho ancora visto né la mostra di Manara né quella di Batman ma c'è ancora il terzo per recuperare.....

E fu sera e fu mattina. Terzo giorno (alè!)


Sveglia dopo circa otto ore di sonno e colazione al bar con panzerotto al cioccolato, ovvero quel tanto che basta per affrontare l'ultimo giorno in condizioni più o meno accettabili.

Mi dirigo alla volta della fiera intenzionato a cominciare con la mostra di Manara che mi godo in relativa solitudine e coadiuvato da un disponibilissimo Marco Grasso, potendo apprezzare le 70 tavole originali e il tovagliolo di tela impreziosito dai bozzetti di Federico Fellini che avrebbero lasciato le Ciminiere a chiusura di fiera.

Assisto alla prima parte della conferenza dedicata a Star Trek per poi dirigermi all'area firme dove è atteso Greg Capullo che però tarda ad arrivare. Nel frattempo arriva Lelio Bonaccorso e decido di mettermi in fila per recuperare una pregevolissima mezza tinta di Peppino Impastato. Il giorno prima avevo già ricevuto un Primo Cossi (la fate questa benedetta serie o no?) ma che vi devo dire, sono un ingordo...

Terminata la fila da Lelio, mi rimetto in fila per Massimo Asaro che mi fa dono di uno splendido Zio Paperone, nel frattempo l'autografo di Greg Capullo si fa sempre più lontano ma pazienza....

Mentre attendo il completamento di Paperone, gli organizzatori della fiera chiamano in ordine alfabetico i partecipanti che hanno diritto a ricevere la stampa con dedica da Akemi Takada, character designer di Creamy. Tra i nomi figura anche il mio, ma la stampa è una pippa quindi decido che possono tenersela stretta...

Mi dirigo nuovamente in sala Polifemo, non ho la minima idea di quale conferenza stia per avere luogo ma ho le ginocchia in fiamme e muoio dal bisogno di sedermi ergo mi godo le erudite considerazioni di Renato Genovese sui Wargames. Ultimata la conferenza aspettiamo che cominci quella della RW Lion e abbiamo giusto il tempo si scattare qualche selfie...



Selfie Nerd. Da sinistra a destra: L'uomo che ride, Simpaticunazzo, Zion e Rok

Cominciata la conferenza, il buon Alessio Danesi ci intrattiene facendo il punto della situazione sui New52 (fottesega...), sui piani per le celebrazioni per i 75 anni di Superman e Batman (e quindi?) e sull'imminente pubblicazione del terzo volume del Quarto Mondo (ALÈ!!!!). Probabilmente la prossima volta che m'incontra urlerà "Vade retro Satana!!!" o meglio "Vade retro Lucifer!!!" ma vabbeh, mica vado in fiera per farmi nuovi amici...

Recuperate alcune amiche all'infopoint, le accompagno in giro per la fiera tra cosplayers (e basta!!!), ramen puzzolente, japan center, mostre di batman e giocattoli d'altri tempi. Constatato che Miguel Angel Martin non è presente in spazio firme (amen, Brian me lo sono fatto autografare ieri...) mi dirigo nuovamente presso lo stand Bao dove scatto una foto ricordo insieme al sempre affabilissimo Alessandro Bilotta che riconosce nella fotografa la ragazza del santino del giorno prima. Lei d'altro canto ha una crisi isterica quando le dico che il Bilotta altri non è che l'autore de "Il lato oscuro della luna", oh mica Orfani...


Foto ricordo con Alessandro Bilotta

Si fa l'ora dell'asta. Va da sé che con la roba che c'è quest'anno non posso minimamente partecipare ma è sempre un piacere osservarla, fosse solo per ammirare l'incompetenza degli improvvisati battitori. D'altronde si tratta sempre di beneficenza e alla fine racimolano comunque una cifretta considerevole.

Si fanno le 21, ci sarebbe il concerto di nonricordobenechi ma sono stanco, mi fanno male i piedi, ho fame e NON HO PIÙ L'ETÀ PER FARE QUESTA VITA quindi me ne torno a casa. Amen.

E fu sera e fu mattina. Quarto giorno. (Eh?)


Sì lo so che la fiera è finita ma com'è consuetudine dall'anno scorso (e nella speranza che non ci denuncino per stalking) anche questa volta, il giorno successivo alla conclusione della fiera vede me e il solito simpaticunazzo (al secolo Massimo Oliva) in compagnia di Paolo Cossi ma non di Gianni Miriantini che, partendo il giorno prima, si perde con suo sommo rammarico l'escursione all'Isola Lachea.

Nonostante le sue comprensibili maledizioni il sole splende su di noi e, alle 10 circa, Paolo e Sara giungono a casa mia in una macchina guidata da costui.

Tranquilli, è un padre di famiglia...
L'Oliva rendendo onore al suo cognome sfoggia un colorito adeguatamente scuro, noialtri invece esibiamo degli incarnati in cui è possibile contemplare tutte le sfumature che vanno dal bianco pallido al cadaverico. Forse è il caso di munirsi di protezione.

Mentre gustiamo una granita, discutiamo del differente approccio al mare tra nord e sud. 

Ai giovani friulani gli apprensivi genitori insegnano che non è sicuro fare il bagno se non sono trascorse almeno tre ore da un pasto leggero.

Ai giovani siciliani gli apprensivi genitori insegnano che non è sicuro fare il bagno se non sono trascorse almeno tre ore da un pasto leggero, salvo andare al mare con teglie di pasta al forno, peperoni e carciofi arrosto, parmigiana di melanzane e anguria. E poi ci si meraviglia se tutti i siciliani della mia generazione sono bipolari...

Ci dirigiamo verso il molo di Aci Trezza dove un bendisposto pescatore ci accompagna all'isola.
Noncurante del pericolo, mi lancio in acqua esibendo il tuffo a bomba figurato che mi permise di vincere il primo posto ai campionati rionali del 1995. Emerso dalle acque paonazzo in volto e con gravi problemi respiratori a causa delle temperature polari cui mi sono incautamente esposto, tento invano di rassicurare il resto della ciurma.

Un perplesso Paolo osserva il fondale e si chiede se sia il caso di effettuare il balzo. L'acqua è inoltre particolarmente limpida e fa sì che il fondo appaia più vicino di quanto non sia, generando nel fumettista friulano una comprensibile apprensione. Rincuorato dal fatto che non ha bisogno delle gambe per lavorare alla fine decide di tuffarsi, rendendo più facile il gesto a Sara e ad un ancora terrorizzato Massimo.

Tornati sugli scogli si discute di eutettici, policarbonati, granite, birre e idromele finché l'arrivo del nostro amichevole pescatore assicura il nostro ritorno alla terraferma, in modo che ci si possa dirigere in quel di Capo Mulini per un lauto pasto a base di pesce.

A pasto concluso, ci dirigiamo ancora una volta verso casa per toglierci il sale di dosso quando il prode Massimo, resosi conto dell'orario fugge disperato alla volta dell'ufficio nella speranza di avere ancora un lavoro. Noi, invece, ci dirigiamo serafici alla volta di Catania dove, sorseggiata un'ultima birra ci separiamo definitivamente.

Torno a casa e mi butto a letto.

Anche questa Etna Comics si è conclusa, lasciandomi addosso un bagaglio umano e fumettistico considerevole. Quest'anno rischio probabilmente di collezionare anche un paio di denunce per molestie ma vabbeh, le metto assieme alle altre.

Che dire quindi, un'altra grande edizione.

Se ci siete stati, bravi.

Se non ci siete stati:

Dedicato a chi non c'era...



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